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Il governo sosterrà Mps
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Il Governo interverrà a sostegno di Mps e sottoscriverà nuovi strumenti finanziari simili ai Tremonti Bond per un ammontare massimo di 2 miliardi, come anticipato da Mf-Milano Finanza. Il Consiglio dei Ministri ha indicato in 3,9 miliardi (1,9 miliardi di bond in sostituzione) l'importo massimo degli strumenti che può sottoscrivere il Governo.
La Banca d'Italia ha infatti ritenuto opportuno, tenuto conto delle incertezze circa l'esito delle azioni in corso di realizzazione, che lo strumento legislativo contempli un importo massimo di euro 2 miliardi. Comunque, l'importo effettivo sarà stabilito dalla banca in prossimità dell'emissione. L'obiettivo è chiaro: far evitare a Mps un nuovo aumento di capitale dopo quello da oltre 2 miliardi chiuso un anno fa.
E' lo stesso Cdm a spiegare che l'intervento del Governo si è reso necessario per rispettare l'impegno preso dall'Italia in occasione del Consiglio europeo del 26 ottobre 2011 e a seguito dell'impossibilità, comunicata da Mps e di cui la Bankitalia ha preso atto, di ricorrere, per una parte dell' importo richiesto dall'Eba, a soluzioni private di rafforzamento del patrimonio a causa delle attuali condizioni di mercato altamente volatili.
La raccomandazione dell'Eba dell'8 dicembre 2011 chiedeva di assicurare che i principali istituti di credito europei aumentassero la propria dotazione patrimoniale attraverso la costituzione di un buffer di capitale, eccezionale e temporaneo, tale da portare, entro il 30 giugno di quest'anno, il coefficiente Core Tier 1 al 9%. Per Mps l'ammontare mancante per il raggiungimento del livello del 9% era inizialmente quantificato in 3,3 miliardi di euro circa.
A seguito però degli sviluppi successivi (perdita nel quarto trimestre 2011 ed evoluzione degli attivi a rischio) e delle azioni realizzate e in corso di realizzazione da parte della banca senese, Bankitalia ha comunicato che il fabbisogno patrimoniale da colmare per raggiungere, entro le scadenze previste dall'Eba, il target di Core Tier 1 al 9%, comprensivo del buffer per rischio sovrano, rientra in un range tra 1,3 e 1,7 miliardi.
Con la nuova sottoscrizione saranno contestualmente sostituiti i Tremonti bond emessi da Mps nel 2009 per un importo di 1,9 miliardi di euro. I Tremonti bond sono una soluzione meno onerosa rispetto ai CoCo bond, titoli ibridi con una caratteristica particolare: per essere inclusi nel Tier 1 devono prevedere meccanismi che forzino la conversione dei bond in equity con un conseguente effetto diluitivo per gli azionisti.
Nel caso dei Tremonti bond, invece, non c'è il rischio che un evento possa far scattare la conversione del prestito. Inoltre, come già accaduto quest'anno, in caso di mancata distribuzione del dividendo, Mps non dovrà cedole al Tesoro. Il prestito dello Stato, infine, risulta meno oneroso rispetto ai CoCo bond che oggi rischierebbero di pagare un rendimento non inferiore al 15%: secondo Mediobanca ed Equita il costo dei nuovi Tremonti bond potrebbe aggirarsi intorno all'8,5%-10%.
La sottoscrizione sarà naturalmente soggetta alla decisione della Commissione europea sulla compatibilità delle misure previste con il quadro normativo dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato e alla presentazione di un piano di ristrutturazione da parte di Mps.
Piano industriale 2012-2015 che verrà analizzato oggi dal Cda di Mps e presentato domani alla comunità finanziaria. Nel frattempo in borsa il titolo Mps, dopo l'ok del Governo ai Tremonti bond, non ha affatto ridotto le perdite: ora scivola del 4,57% a 0,1921 euro perché comunque l'utilizzo dei T bond comporterà una diluizione consistente dell'utile per azione. Nella mattinata ha toccato un minimo a quota 0,1913 euro. Nuovi segnali di debolezza si avrebbero alla rottura del supporto statico in area 0,19 euro che proietterebbe il titolo verso i minimi assoluti.