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26/06/2012 8.52 | Tutte | Indietro
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MF-Dow Jones News

CRISI: arriva la manovra anti-spread (MF)

MILANO (MF-DJ)--Una manovrina potrebbe non bastare. Quella che si sta
delineando all'orizzonte, e che sara' affrontata oggi in Cdm in un primo
giro di tavolo, e' una vera e propria manovra di correzione, per rimettere
i conti su una carreggiata in grado di garantire il pareggio di bilancio
promesso da Mario Monti all'Europa per il 2013.

La spending review alla quale sta lavorando il super-commissario Enrico
Bondi e che agira' soprattutto su tagli della spesa sanitaria e agli
acquisti di beni e servizi, non riuscira' a portare piu' di 4 o 5 miliardi
di euro, scrive MF.

Oggi ci sara' un consiglio dei ministri nel quale verra' discusso anche
un decreto sulla sanita', che potrebbe anticipare alcune norme. Ma il
grosso del pacchetto per la correzione dei conti riguardera' il pubblico
impiego. Ieri Monti e' salito al Quirinale, ufficialmente per parlare del
vertice europeo di giovedi' e venerdi' prossimo, ma un giro di tavolo
sarebbe stato fatto anche sulla spinosa questione dei dipendenti statali.
Il governo sta studiando alcune misure draconiane, come il taglio del 20%
dei dirigenti pubblici e del 10% del personale, oltre all'obbligo per
chiunque abbia versato 40 anni di contributi di lasciare il posto e
ritirarsi in pensione. Misure che potrebbero far salire i risparmi per le
casse dello Stato fino a 8-10 miliardi di euro. Fino ad oggi il governo ha
sempre garantito che queste somme serviranno a evitare il doppio aumento
dell'Iva (dal 10 al 12% e dal 21 al 23%) previsto per ottobre.

Ieri e' stato il viceministro all'Economia, Vittorio Grilli, a ribadire
che la priorita' resta questa. Ma autorevoli fonti politiche hanno
prospettato a MF-Milano Finanza il rischio che all'orizzonte possa esserci
un cambio agenda. In attesa che arrivino i primi dati
sull'autoliquidazione e sul pagamento della prima rata Imu, e' sempre piu'
concreta la possibilita' che lo scenario di riferimento per i conti
pubblici italiani si avvicini piu' a quello delineato dal Fondo monetario
internazionale piuttosto che a quello disegnato dal governo con il Def, il
Documento di economia e finanza. Secondo l'Fmi quest'anno il Pil italiano
dovrebbe arretrare dell'1,9%, facendo rimandare l'appuntamento con il
pareggio del bilancio al 2017. Il Def, invece, stima un prodotto interno
negativo per l'1,2%, e conferma il "quasi" pareggio al 2013. La Banca
d'Italia aveva confermato questo scenario con una sola avvertenza: che lo
spread si stabilizzasse e con lui il costo del debito italiano.
Circostanza che, per il momento, non si e' verificata.
red/alb
alberto.chimenti@mfdowjones.it
(fine)

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