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Il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha confermato di aver ricevuto la richiesta formale di un prestito per le banche da parte della Spagna e ha ribadito che la Commissione otterrà a breve il mandato per negoziare il piano di aiuti con Madrid.
"Stiamo per dare il mandato alla Commissione, in accordo con Bce e Eba, per negoziare le necessarie condizioni per fornire assistenza al settore finanziario," sottolinea Juncker. Tra le condizioni sono inclusi piani di ristrutturazione, in linea con le regole per gli aiuti di stato Ue.
Lo stesso Olli Rehn, commissario europeo agli Affari economici e monetari, si è detto fiducioso che "in poche settimane" si possa concludere un accordo sui dettagli del prestito alla Spagna per ricapitalizzare il sistema bancario. Le consulenze esterne avevano quantificato tra 52 e 62 miliardi di euro, in caso di scenari pessimistici, le necessità di ricapitalizzazione delle banche spagnole.
Precedentemente l'Eurogruppo aveva ipotizzato un intervento che avrebbe potuto raggiungere 100 miliardi di euro, incluso un margine di sicurezza. Gli aiuti alle banche spagnole potrebbero arrivare entro 3-4 mesi, come specificato dal segretario di Stato all'Economia spagnolo, Fernando Jimenez Latorre. Gli istituti con necessità finanziarie urgenti saranno aiutati con meccanismi di liquidità temporanei.
Il Banco Bilbao Vizcaya Argentaria ha comunque già fatto sapere stamani che non ha bisogno degli aiuti statali. Ma il Chief Operating Officer della banca spagnola, Angel Cano, ha detto che l'Europa ha bisogno di un regolatore singolo per le banche del continente, di un fondo assicurativo comune sui depositi e di un meccanismo comune per ristrutturare le banche in difficoltà.
Fonti finanziarie, intanto, hanno avvertito che Moody's taglierà i rating di tutte le banche spagnole nelle prossime ore, dopo aver già abbassato il rating sul debito sovrano da A3 a BAA3 lo scorso 13 giugno. La decisione verrà presa nelle prossime ore, ma gli istituti sono già stati informati.
Mentre i future sugli indici di Wall Street anticipano un avvio in calo di circa lo 0,90%, dopo che l'indice Cfnai che misura l'andamento dell'attività economica nel distretto della Fed di Chicago a maggio è crollato a -0,45 dai +0,08 punti di aprile, continuano a essere sotto pressione le piazze del Vecchio Continente (-2,67% il Ftse Mib di Piazza Affari) e gli spread (Btp-Bund a 441 punti base).
Alle 16.00 è in agenda il dato sulle vendite di nuove case negli Stati Uniti, che a maggio potrebbe evidenziare un rallentamento della crescita a +0,9% (346mila unità) dal +3,3% del mese precedente. Domani sarà un test importante l'asta spagnola: il Tesoro emetterà titoli di Stato a tre e a sei mesi per un importo massimo di tre miliardi di euro. Si tratta del primo collocamento successivo alla formalizzazione della richiesta di aiuti per le banche.
Intanto George Soros ha lanciato un appello ai leader dell'Unione Europea in vista del vertice dal 28-29 giugno di Bruxelles esortandoli a creare al più presto un fondo per acquistare titoli italiani e spagnoli. Secondo il famoso finanziere, il fallimento del summit o la mancanza di decisioni drastiche potrebbero significare la fine della moneta unica.