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21/06/2012 17.30 | Tutte | Indietro
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Caldissime

Frenata finale per le borse,
solo Milano chiude positiva

Di Ilaria Ammendola

Chiusura contrastata sui mercati finanziari

Piazza affari ha frenato sul finale chiudendo a 13.754 punti, in rialzo dello 0,14%. Le altre borse europee, invece, hanno ceduto: Francoforte (-0,77%), Londra (-0,99%), Parigi (-0,39%) e Madrid che ha invertito rotta (-0,33%).

Lo spread italiano è salito nella fase finale della seduta attestandosi a 420 punti, al 5,64%, e il differenziale spagnolo è tornato sopra i 500 punti a 509 (6,63%). Il tesoro spagnolo ha piazzato bond a scadenza 2014, 2015 e 2017 per 2,22 miliardi, più del target massimo di 2 miliardi, ma ha dovuto offrire tassi più alti: il rendimento medio del biennale è balzato al 4,706%. La Francia ha invece collocato 8,432 miliardi di euro di titoli di stato a breve e media scadenza pagando ancora una volta tassi più bassi (2 anni allo 0,54%).

I dati macroeconomici statunitensi sono stati constrastanti: nella settimana al 16 giugno le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono attestate a 387mila unità, in calo di 2mila unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente, la stima preliminare dell'indice Pmi degli Stati Uniti di giugno si è attestata a 52,9 punti, l'indice Fed di Philadelphia è sceso a giugno a -16,6 punti dai -5,8 punti di maggio e la vendita di case esistenti è scesa dell'1,5% mensile a maggio al tasso annuale di 4,55 milioni di unità. Migliore del previsto, infine, il superindice di maggio.

A piazza Affari sono state soddisfacenti le performance dei bancari: Unicredit (+1,96%), Ubi (+1,23%), B.Mps (+3,08%) e Mediobanca (+2,30%), Mediolanum (+4,59%).

Debole invece i petroliferi, con il Brent che ha toccato 91 dollari al barile, scendendo ai minimi da dicembre 2010. Ciò ha influenzato negativamente Tenaris che ha perso il 2,96%, più caute invece Saipem(-0,69%) ed Eni (-0,18%) all'indomani del successo del collocamento del bond.

In evidenza tra le altre blue chip Salvatore Ferragamo (+3,29%) e Lottomatica (+1,40%). In luce pure Diasorin (+5,66%) e A2A (+3,25%).

Segno meno per Mediaset (-2,49%) che ha risentito del taglio del target price a 1 euro (rating sell invariato) da parte di Goldman Sachs. Giù anche Pirelli (-0,6%) vittima della continua debolezza dei volumi del mercato degli pneumatici anche nel mese di maggio, Exor (-1,89%), Fiat (-0,56%), Finmeccanica (-0,98%),Telecom (-1,46%).

I titoli della galassia Ligresti hanno chiuso in rialzo dopo il via libera condizionato dell’antitrust all’operazione di fusione: Unipol (+3,37%), Milano Ass. (+1,76%), Premafin(+3,90%) e FonSai (+3,06%). Alessandro Proto ha dichiarato che “è stato raggiunto poco più dell’1% del capitale di Fonsai e gli investitori, tutti stranieri e già soci di altre compagnie di assicurazione estere, credono nel rilancio della società”.Per Proto la volatilità sui mercati non aiuta a decidere quando investire, ma ormai la situazione dovrebbe esser delineata e sono pronti ad aumentare la quota con cautela. Domani alle 11:00 si terrà una conference call di Unipol nella quale verrà presentato il progetto di integrazione della compagnia bolognese con FonSai.

Occhi puntati su Sorin che da giorni è al centro di voci secondo cui diversi fondi di private equity, tra cui proprio Charterhouse capital, sarebbero pronti a lanciare un'opa sul 100% del capitale. Dopo il balzo di oltre il 6% di ieri il titolo della società è salito oggi più del 10% in borsa (+11,16% a 1,693 euro in chiusura). Mittel ed Equinox two, indirettamente tramite Bios e Tower 6 bis, controllano il 25,44% di Sorin; la quota è vincolata in un patto parasociale cui partecipano anche Mps e Unipol e cui fa capo congiuntamente il 35,739% delle azioni ordinarie del gruppo. Il patto è stato stipulato il 12 ottobre 2009 e scadrà il prossimo 18 novembre.

I principali soci di Sorin, vale a dire Mittel e il fondo Equinox two, hanno ricevuto negli ultimi mesi "diverse manifestazioni preliminari di interesse da parte sia di investitori finanziari, tra cui Charterhouse capital partners, sia di investitori industriali, aventi a oggetto il possibile acquisto di una partecipazione rilevante" nel capitale della società. Lo si legge in una nota diffusa su richiesta della Consob. "Nessuna di tali manifestazioni di interesse, prosegue la nota, ha finora portato alla formulazione di un'offerta nei confronti di Mittel ed Equinox".

Già da questa mattina l'azione era volata sulle voci che il fondo Charterhouse avrebbe approcciato gli azionisti della società offrendo 2 euro per azione. Dal momento che gli attuali membri del patto sono investitori finanziari e non industriali, e quindi con un più breve orizzonte di ritorno sugli investimenti, non si può escludere che uno o più azionisti possa cedere la sua quota.


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