Sorin spicca il volo a Piazza Affari Sorin. Sulle voci che il fondo di private equity Charterhouse avrebbe approcciato gli azionisti della società (Mittel ed Equinox) offrendo 2 euro per azione per il 100% del gruppo, l'azione infila un progresso dell'11,62% a 1,70 euro. Al momento si tratta solo di una indiscrezione senza comunicati ufficiali e quindi presenta diversi gradi di incertezza.
Gli azionisti di Sorin sono stati avvicinati in passato da altri fondi di private equity e la società rifiutò una potenziale offerta fino a un valore di 1,8 euro per azione. Questa volta, secondo gli analisti di Mediobanca, potrebbe essere diverso visto lo scenario macro debole.
L'appeal speculativo di Sorin, a detta degli esperti di Equita, è vivace perché il prossimo 19 novembre scade il patto che controlla attualmente il 37,85% del capitale della società ed è composto da istituzioni finanziarie senza vocazione specifica al medtech. Un appeal presente che quindi resterebbe tale anche in caso di smentita di questa specifica indiscrezione.
Charterhouse, con sede a Londra, è una società di private equity specializzata in grandi operazioni di buyout in Europa. Attualmente 37,85% del capitale sociale di Sorin è detenuto da un gruppo di principale azionisti, che hanno sottoscritto un patto parasociale nell'ottobre 2009 con scadenza appunto entro alla fine di quest'anno.
Dal momento che gli attuali membri principali del patto sono investitori finanziari e non industriali, e quindi, come osservano gli analisti di Banca Akros, con un più breve orizzonte di ritorno sugli investimenti, non si può escludere che uno o più azionisti possa cedere la sua partecipazione.
"Crediamo che 2 euro per azione, in linea con il nostro target price attuale, possa essere un valore interessante anche per la minoranza degli azionisti in caso di un'offerta pubblica in arrivo", sottolineano gli analisti della banca. "A nostro parere, al prezzo attuale, il titolo è fortemente sottovalutato rispetto ai competitor nel settore cardiovascolare, nonostante Sorin stia mostrando lo stesso potenziale di crescita".
Ai prezzi attuali, in particolare, Sorin tratta a un rapporto prezzo/utile 2012 di 12,2 volte, decisamente inferiore rispetto alla media dei peers a 18 volte. Mediobanca ha un rating neutral e un prezzo obiettivo a 1,6 euro sul titolo, "perciò noi suggeriamo chiaramente di consegnare le azioni con un'ipotetica opa a 2 euro, anche se a questo prezzo il titolo sarebbe valutato con un premio marginale rispetto ai competitor: 15 volte il P/E 2012 e 7,1 volte l'EV/ebitda. Sulla base dei multipli 2013 l'azione scambierebbe a 13,1 volte il P/E, quindi a un piccolo premio rispetto ai competitor: 12,4 volte, e a 6,1 volte l'EV/ebitda contro 6,6".
Dopo i terremoti in Emilia-Romagna, ricordano gli analisti di Banca Akros, l'impianto del gruppo a Mirandola ha avuto qualche danno con una successiva interruzione temporanea della produzione. In questo impianto il gruppo produce ossigenatori e kit monouso per autotrasfusioni, parte della Cardiopulmonary Business Unit.
E' importante sottolineare che Sorin ha un'assicurazione che prevede una copertura adeguata sia per danni materiali che per l'interruzione del business. Pertanto, anche se non c'è una precisa quantificazione dei danni, "riteniamo che gli impatti economici negativi nel breve termine non siano così pesanti o tali da diminuire la solidità dell'equity story, quindi confermiamo la nostra raccomandazione buy sul titolo", concludono gli analisti di Banca Akros.