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Caldissime

Vodafone inaugura il nuovo quartier generale, plauso di Monti

Di Davide Fumagalli

Vodafone inaugura il nuovo quartier generale, plauso di Monti

“Vodafone Village è il simbolo di un’azienda che investe sul futuro”. Con queste parole Paolo Bertoluzzo, amministratore delegato di Vodafone Italia, ha inaugurato il nuovo quartier generale italiano del colosso di telecomunicazioni, che ha confermato il ruolo centrale dell’Italia all’interno del gruppo. “Con un impegno finanziario di oltre 300 milioni di euro, Vodafone Village costituisce uno degli investimenti più importanti”, ha spiegato Bertoluzzo, “abbiamo utilizzato il massimo della tecnologia di oggi e quella di domani, a partire dall’infrastruttura di telecomunicazioni di quarta generazione”.

Vodafone Village è stato costruito tenendo anche conto delle problematiche ambientali, utilizzando tecnologie e materiali capaci di abbattere del 50% le emissioni di CO2 del complesso e di renderlo autonomo da un punto di vista energetico grazie a tecnologie come i sistemi geotermici, un impianto di raffrescamento e riscaldamento che non utilizza termoconvettori e un giardino fotovoltaico di 1.000 metri quadrati, uno dei più grandi a livello privato.

“L’investimento più grande lo abbiamo fatto però sulle persone, gli 8 mila dipendenti di Vodafone Italia che costituiscono il nostro più grande patrimonio”, ha proseguito Bertoluzzo.Gli ambienti di Vodafone Village sono stati infatti pensati per consentire a tutte le persone di potersi trovare in decine di aree per confronti informali, utili a condividere informazioni e permettere così la propagazione delle informazioni stesse.

Alla cerimonia ha partecipato anche il presidente del consiglio dei Ministri, Mario Monti, e il ceo del gruppo Vodafone, Vittorio Colao, che hanno evidenziato come un investimento di questa portata sottolinei le potenzialità del Paese così come le capacità imprenditoriali e manageriali, insieme a un genuino spirito creativo, degli italiani. “E’ un grande piacere come milanese e come italiano essere qui oggi e assistere a questo salto in avanti, meditato e vitale”, ha dichiarato Monti, che ha commentato anche i provvedimenti relativi alla crescita adottati venerdì dal governo. “Ci siamo concentrati sulla crescita ma non c’è stato un cambio dell’agenda, come è stato detto”, ha precisato il premier, “abbiamo lavorato sulla crescita anche mettendo in sicurezza il Paese attraverso provvedimenti fiscali duri, e proseguiamo con importanti dismissioni del patrimonio pubblico. Ci siamo spostati dall’orlo del precipizio ma il cratere si è mosso e ci insegue per via della crisi”.


1 Commento
Inviato il: 17/06/2012 17.32   
Da: delaware
la fanfara della propaganda
Il governicchio Monti è alla fase del taglio dei nastri e delle inaugurazioni con la fanfara.
Ma l’italia non è certo un paese che attira centri amministrativi e di ricerca e sviluppo. I paesi di questo tipo sono invece paesi come la svizzera.
Se i dipendenti di questo centro riusciranno ad ottenere un buon know-how, allora costoro si potranno guardare attorno per cercare un buon posto in un altro paese. Nessuno, sano di mente e con l’opportuinità di lavorare altrove, preferisce rimanere nel fetido cesso italico.
Un paese come l’italia fiscalmente oppressivo, imbevuto di demagogia socialistoide, un paese che tassa il risparmio e la proprietà privata, è un paese semplicemente non attraente per professionisti e talenti. In realtà non è attraente per nessuno salvo per i parassiti della politica e del sindacato.
Il capitale umano (assieme ai capitali veri e propri) va dove le condizioni di vita e fiscali sono migliori. Ed è per questo che la Svizzera attrae centri di ricerca e dirigenziali, mentre l’italia attira (se va bene) manifatture a basso costo, in concorrenza col terzo mondo.
Un sistema come l’italia può aspirare al massimo ad essere un dormitorio per lavoratori sottopagati.
Il paese di Monti è un paese satellite della Germania, un paese di schiavi-contribuenti malretribuiti, il tutto mentre i tangentari della politica brindano assieme ai tangentari del sindacato.
Caro Monti, taglia pure il nastro. Di occasioni come questa ne avrai ben poche.



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