|
|
Buona reazione agli aiuti a Madrid, euro sopra 1,26
Di Francesca Gerosa
| |
| Partenza positiva a Piazza Affari |
Le Borse europee partono bene dopo che i ministri delle Finanze della zona euro hanno concordato sabato di prestare alla Spagna fino a 100 miliardi di euro per sostenere le sue banche in difficoltà. Madrid ha detto che specificherà con precisione quanto è necessario dopo il rapporto di audit indipendente tra poco più di una settimana.
L'accordo raggiunto ieri stabilisce che la contropartita è limitata al risanamento del settore creditizio e finanziario spagnolo: a Madrid non saranno chiesti altri piani di austerità di bilancio. La Spagna presenterà la sua richiesta ufficiale di prestito alla prossima riunione dell'Eurogruppo e dell'Ecofin che si terrà a Lussemburgo il 21 e il 22 giugno prossimi.
Comunque, ha fatto sapere il commissario Ue alla Concorrenza, Joaquin Almunia, la troika (Commissione Ue, Fmi e Bce) sorveglierà la richiesta della Spagna per il finanziamento delle sue banche. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfang Schauble, ha spiegato che la troika "si incaricherà di controllare con precisione che il programma venga rispettato".
Un lavoro di supervisione che si limiterà esclusivamente alla ristrutturazione del sistema finanziario. Schauble ha aggiunto che il settore finanziario spagnolo è in difficoltà per i problemi sorti con la bolla immobiliare; e che le misure adottate sabato dall'Eurogruppo hanno la loro base nell'esperienza acquisita dopo la crisi immobiliare negli Stati Uniti. "Come lezione da quella crisi abbiamo consigliato la Spagna: devi fornire alle banche sufficiente denaro, che lo vogliamo o meno", ha concluso il ministro tedesco.
Ora la Cina si augura che le misure decise dall'Europa per aiutare le banche spagnole servano al contenimento della crisi del debito. "Ci auguriamo", ha detto stamani il viceministro delle Finanze, Zhu Guangyao, "che queste misure servano a contenere la crisi". L'euro è risalito oltre quota 1,26 dollari (a 1,2627), con il rally più consistente degli ultimi otto mesi.
Uno strappo che per gli analisti di Bnp Paribas non è una sorpresa in quanto l'accordo europeo sul piano di aiuti per il sistema bancario spagnolo ha migliorato il sentiment e la propensione al rischio degli investitori. Il prossimo driver per la moneta unica saranno le elezioni in Grecia del 17 giugno.
Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti frena a 426 punti, dai 443 della chiusura di venerdì. Il tasso del decennale è al 5,64%. In calo anche il differenziale calcolato sui Bonos spagnoli, a quota 466 punti, dai 489 punti della chiusura di venerdì, con un rendimento del 6,05%.
"L'accordo sui prestiti alle banche spagnole dovrebbe dare sostegno agli investitori almeno nel breve termine", affermano gli analisti di Unicredit aggiungendo che i rendimenti sui Bund seguiranno i movimenti dei Treasury, il cui rendimento a 10 anni sui mercati asiatici è salito di 7 punti base. Unicredit però sottolinea che molti problemi rimangono ancora irrisolti nella crisi dell'area euro, quindi c'è da aspettarsi improvvisi e forti cambiamenti di sentiment.
A Madrid l'Ibex vola del 4,88% a 6.871 punti. A Piazza Affari il Ftse Mib sale del 2% a 13.724 punti. "I mercati finanziari tireranno oggi un sospiro di sollievo, ma i guadagni saranno di breve durata", sostengono gli economisti di Societe Generale. "La richiesta formale di aiuto da parte di Madrid non arriverà prima del 21 giugno, quando saranno pubblicati gli audit sul sistema bancario spagnolo". Per Societe Generale si tratta di un appuntamento chiave per Madrid. Gli analisti ritengono che un punto cruciale da osservare sarà anche la reazione delle agenzie di rating.
In spolvero i bancari anche sul listino milanese: Unicredit avanza del 5,58% a 2,72 euro e Intesa Sanpaolo del 4,28% a 1,145 euro (Barclays taglia il target price da 1,60 a 1,45 euro, rating equal weight), mentre si è tornati a parlare di valorizzazione delle quote della Banca d'Italia detenute dagli istituti di credito italiani. Il presidente della Cassa di Risparmio di Genova, Giovanni Berneschi, ha affermato che via Nazionale può aiutare le banche italiane a rafforzare il patrimonio "varando un proprio aumento di capitale gratuito facendo leva sulle riserve disponibili, per un controvalore compreso tra i 5 e i 10 miliardi di euro".
Poi Bankitalia "concederebbe alle banche socie la possibilità di iscrivere a patrimonio di vigilanza la corrispondente quota di possesso commisurata al nuovo capitale, eliminando l'attuale previsione che ne azzera il valore". Con un'imposta sostitutiva nella misura del 10/20% della rivalutazione, le banche per Berneschi si potrebbero rivalutare di 8/8,5 miliardi e lo Stato potrebbe incassare 1,5/2 miliardi. Oggi i primi due gruppi bancari italiani Intesa Sanpaolo e Unicredit detengono oltre il 60% del capitale di Via Nazionale.
"Per quanto riguarda le quote in Banca d'Italia, riteniamo poco plausibile, seppur Banca d'Italia stia avendo recentemente un approccio più benevolo con le banche vigilate sul fronte capital ratios, la rivalutazione di tali quote e il conseguente miglioramento dei capital ratio per le banche coinvolte", commentano gli analisti di Intermonte. Unicredit detiene il 22% di Banca d'Italia, Intesa Sanpaolo il 42%, Banco Popolare l'1,2%, Ubi Banca lo 0,5% e Banca Carige il 4%.
Inviato il:
11/06/2012 09.06
Da: il gallo parlante
Delta continua il movimento.Concordo con la vostra analisi, ma aggiungerei che il coefficiente Delta continua lo spostamento sotto la propria base, vicino ormai alla propria deadline storica. La media 50gg.è situata ampiamente in territorio negativo ed il coefficiente Delta ha da tempo ritracciato anche la 120. La formazione trend di ribasso prosegue quindi verso i rispettivi floor di sbarramento. La 120 ormai dominante sta allungandosi nei confonti della 50.Ormai distanziata dal proprio floor storico di sbarramento,nasconde ancora un’ accelerazione intrinseca, supportata dai volumi quasi costanti , che ha in parte liberato nelle giornate di settimana scorsa, mentre venerdi ha avuto una frenata di arresto.Pensiamo quindi che il rialzo potrebbe essere ormai alla conclusione, difficile però quantificare la dinamicità intrinseca della 120.Importante rimane la resistenza del proprio floor di sbarramento, in virtù del fatto che Delta ci darà indicazione forse di cambiamenti sostanziali. Attenzione sempre e comunque alla quotazione di Golden black, che è ormai sotto lo zoccolo duro del valore fittizio di 100$ barile, ieri ha chiuso leggermente negativo posizionandosi a 83,35, che risulterebbe ormai irrilevante in considerazione dei movimenti azionari con i quali è direttamente proporzionale. Euro in leggerissimo ribasso si riposiziona a quota 1,2451.Ancora in primo piano lo spread dei Bond, che in contrapposizione al ribasso del mercato azionario , sta oscillando intorno a quota 445. Quadro generale sempre per il momento fermo in recessione a W. Riflettori sempre e solo più che accesi sull’operatività dayli. (da ns.pagina FB)
|