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30/05/2012 17.45 | Tutte | Indietro
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Caldissime

La Spagna manda i mercati
in tilt e gli spread alle stelle

Di Annalisa Vilardo

La Spagna manda i mercati<br> in tilt e gli spread alle stelle

Piazza Affari ha accentuato le perdite a fine seduta (Ftse Mib in calo dell’1,79% a 12.873 punti), sulla scia dell'andamento negativo delle altre borse europee e di Wall Street. Gli indici statunitensi hanno infatti accelerato al ribasso dopo la pubblicazione del dato Usa sul mercato immobiliare e per via delle preoccupazioni degli investitori sul settore bancario spagnolo. Il Dow Jones perde al momento l'1,06% a 12.448 punti e il Nasdaq Composite l’1,13% a 2.838 punti.

L'indice "pending home sale" di aprile negli Stati Uniti, elaborato dalla National Association of Realtors, è sceso del 5,5% a livello congiunturale a 95,5 punti dai 101,4 di marzo (dato non rivisto). Altro fattore negativo di oggi è stata la tempesta sul mercato del debito pubblico dell'eurozona alimentata dalle crisi bancarie in Spagna. Mentre il rendimento dei titoli di stato decennali tedeschi è sceso al nuovo minimo storico di 1,304%, sono invece saliti i tassi sui titoli di stato dei paesi periferici.

Il Btp decennale ha raggiunto il 6,09% con lo spread sul Bund a 469 punti base. Peggio ancora il Bonos decennale spagnolo, che rende il 6,60% con lo spread a 541 punti base. A far salire i tassi è stato anche l’esito negativo dell’asta di Btp quinquennali e decennali, che ha registrato rendimenti in rialzo e una domanda non tanto sostenuta. Senza sosta poi il deprezzamento dell'euro sulla scia della crisi delle banche spagnole e del debito sovrano. La moneta unica è scesa a 1,2389 sul dollaro, sui minimi da 23 mesi.

Londra ha chiuso in rosso dell'1,74% a 5,297 punti, Parigi del 2,18% a 3.017 punti e Francoforte dell'1,77% a 6.283 punti. L'Ase di Atene ha terminato le contrattazioni in ribasso del 3,2% a quota 511 punti.

Sebbene i riflettori si siano spostati principalmente sulla Spagna e sulle difficoltà del suo sistema bancario, gli ultimi sondaggi greci vedono il vantaggio del partito Syriza anti-salvataggio (30%) sulla Nuova Democrazia (26,5%), suggerendo che le elezioni del 17 giugno potrebbero portare ancora volatilità. La necessità di un mandato politico sicuro è evidente dalle richieste della Commissione europea, che chiedono al Paese di tenere il passo delle riforme per assicurarsi i finanziamenti degli investitori internazionali.

A incidere sull'andamento dei mercati sono state però anche le notizie dell'erosione dei depositi nelle banche spagnole. Secondo i dati diffusi dalla Bce in aprile, i depositi delle imprese e dei privati negli istituti di credito iberici sono diminuiti di 31,44 miliardi di euro a quota 1.624 miliardi di euro, il livello più basso dall'inizio della crisi del debito dell'eurozona.

La Commissione europea poi in un documento ha affermato che per far fronte al calo dell'attività delle banche europee, internamente e all'estero, è necessaria "un’integrazione più stretta tra i Paesi della zona euro nelle strutture e nelle pratiche di supervisione", nella gestione della crisi e nella condivisione dei rischi per arrivare a "un'unione bancaria", che sarebbe un importante strumento per l'attuale struttura dell'Unione economica e monetaria.

A Piazza Affari in forte calo Bpm (-4,87% a 0,305 euro), sulla scia dell'arresto dell'ex presidente Massimo Ponzellini e della notizia che la banca non pagherà gli interessi su due emissioni di titoli Tier 1. Tuttavia, secondo Equita, la vicenda ha un impatto più sul sentiment che sui fondamentali, con gli analisti che si aspettano che anche questo effetto negativo possa scomparire con la prossima presentazione del piano industriale. Male anche Fiat (-5,12% a 3,926 euro), Impregilo (-4,71% a 3,158 euro), Buzzi Unicem (-4,34% a 6,945 euro) e Mediaset (-3,72% a 1,293 euro).

Ha arginato i forti guadagni della mattinata Fiat Industrial (+0,95% a 7,965 euro). Il presidente Sergio Marchionne non ha ancora deciso su quale borsa europea collocherà il titolo secondario, in seguito alla fusione con Cnh, anche se appare molto difficile che il gruppo continui a essere quotato a Milano.

Acquisti invece su Banco Popolare che è salito dell'1,17% a 0,9115 euro. Tra i bancari bene anche Ubi Banca (+0,54% a 2,23 euro) e Unicredit (+0,24% a 2,568 euro). In territorio positivo anche Telecom Italia (+1,13% a 0,6695 euro) con Bernstein che è passata da neutral a outperform.


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