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30/04/2012 13.55 | Tutte | Indietro
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Caldissime

Il lusso sfila di nuovo a Piazza Affari, ancora effetto Cucinelli?

Di Francesca Gerosa

Il lusso sfila di nuovo a Piazza Affari, ancora effetto <a href="/quotazioni/quotazioni.asp?step=1&action=ricerca&codiceStrumento=u2ae&titolo=BRUNELLO CUCINELLI">Cucinelli</a>?

In un mercato che ha perso smalto (-0,46% il Ftse Mib) solo i titoli del lusso si mantengono lucidi. Dopo il rally di venerdì scorso, giornata di esordio, Brunello Cucinelli non sembra voler rallentare il passo. L'azione sale infatti del 2,93% a 11,94 euro. Un trader parla di "livelli da bolla" per il produttore di cachemire, un altro lo considera un investimento con un potenziale di crescita notevole.

Retail, accessori e mercati emergenti saranno i tre maggiori pilastri per la crescita. Brunello Cucinelli punta, infatti, a consolidare la propria posizione di mercato nel segmento lusso attraverso il consolidamento della presenza del gruppo in Europa e Nord America tramite il potenziamento dei negozi di proprietà (Dos).

Inoltre mira a una penetrazione profonda dei mercati in Sud America e Asia e a un crescente focus sugli accessori e sugli accessori in pelle. "I fondamentali della società non rivelano interamente il vero potenziale. Dopo aver analizzato sia la storia che le prospettive future del gruppo, siamo arrivati alla conclusione che ci sono due diversi punti di osservazione e valutazione della società", indica un analista di una sim milanese.

Applicando i multipli di mercato dei competitor e il modello di valutazione basato sui flussi di cassa futuri (Dcf) l'esperto arriva a una valutazione di 8,53 euro. Tuttavia, a causa del posizionamento di nicchia della società, pensa a un investimento in Cucinelli come a una sorta di "call option" sulle potenzialità di crescita sia in termini di ricavi che di redditività del gruppo.

Prevedendo una crescita dei ricavi a 1 miliardo di euro nei prossimi dieci anni, stima un margine Ebitda del 20%. Se ciò avvenisse, la valutazione di Cucinelli sarebbe di 15,52 euro per azione. Soppesando questo scenario positivo al 30% e assegnando il 70% a un approccio legato ai fondamentali, "assegniamo un fair value di Cucinelli di 720 milioni di euro, pari a un target price di 10,62 euro", conclude l'esperto della sim.

Cucinelli ha così messo il turbo al comparto lusso-moda. Tra le blue chip Luxottica avanza contro corrente dello 0,22% a 27,23 euro, dopo aver toccato un top intraday a 27,43 euro, Tod's sale dello 0,86% a 87,85 euro. Ma ancora meglio fa Geox (+2% a 2,43 euro). In una nota in uscita oggi, Intermonte ha rivisto al ribasso le stime 2012 e 2013 della società della scarpa che respira rispettivamente del 9% e del 4%.

La principale ragione della revisione di stime consta in minori vendite riconducibili al canale wholesale multi-marca che, nel breve, difficilmente potranno essere compensate da performance nettamente migliori registrate dal netowrk di punti vendita monomarca. Nonostante la revisione di stime, "ribadiamo buy sul titolo che tratta a valutazione assolutamente undemanding", precisano alla sim.

"Ci attendiamo infatti che le azioni poste in essere dal management sia a stimolo del giro d'affari che di maggior efficientamento della supply chain possano contribuire in maniera significativa a un recupero della crescita dei fatturati e a un miglioramento della redditività", concludono gli analisti di Intermonte che hanno portato il target price di Geox da 4 a 3,50 euro.

Ottimo spunto poi di Marcolin (+3,20% a 3,61 euro) e soprattutto di Ferragamo volata fino a un massimo a 18,82 euro e ora in rialzo del 6,63% a 18,50 euro sulle scommesse del mercato per dei buoni risultati trimestrali (14 maggio). Secondo un trader beneficia anche delle voci che la società finisca nel mirino di potenziali compratori.

Il settore europeo del lusso, secondo un report di Nomura dello scorso 27 aprile, tratta a premio di circa il 65% rispetto al mercato, tuttavia, in termini assoluti il rapporto prezzo/utile del settore resta vicino alla sua media storica, scambiando a 16,5 volte. Da inizio anno Hugo Boss, Ferragamo e Tod’s hanno registrato rendimenti relativi a due cifre rispetto a Richemont, Swatch, PPR e Lvmh.


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