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Proposte di legge per l'abbattimento del debito pubblico
Anche la manovra economica decisa dal Governo Monti per consolidare l’obiettivo di azzerare il deficit nel 2012 è essenzialmente concentrata sull’aumento della pressione fiscale: la nuova tassazione non risparmia nulla, dai redditi ai consumi, dalle abitazioni agli investimenti mobiliari, ovunque siano localizzati in Italia o all’estero. In mancanza di queste misure draconiane, ribadiscono quotidianamente esponenti del Governo, avremmo già avuto il tracollo del valore del debito pubblico sui mercati finanziari oltre alla drammatica certezza dell’insuccesso delle prossime aste di Bot e Btp.
Ora, è possibile che ciò sia vero, ma il prezzo che l’economia sta già pagando è la recessione, come confermano le rilevazioni dell’Istat. Le imprese stentano ad approvvigionarsi di credito e le stesse banche a fornirlo, visto che i tassi di interesse sul debito pubblico trascinano verso l’alto, per tutti, il costo del denaro. L’Italia si sta dunque avvitando in una spirale perversa mentre il premio al rischio cresce ogni giorno che passa per via della recessione; non bastasse, l’onere per gli interessi sul debito dello Stato drena dall’economia reale oltre 80 miliardi l’anno - tutti prelevati attraverso la tassazione - di cui metà elargiti all’estero.
La strada maestra per uscire dalla palude resta dunque il taglio del debito, subito ed in maniera drastica: un obiettivo su cui nessun Governo ha voluto ancora seriamente cimentarsi, preferendo riassorbire il debito con l’avanzo primario sul bilancio. Il risultato, dal 1992, non è mai cambiato: sempre più tasse, sempre meno servizi pubblici, sempre lo stesso debito.
La soluzione c’è; attuarla è più urgente che mai. Si tratta di conferire tutto il patrimonio disponibile dello Stato (non meno di 300 miliardi) in un unico “Fondo patrimoniale degli Italiani”, le cui quote verrebbero acquisite dalle famiglie, sia prevedendo l’obbligo ad investire sia consentendo di conferire titoli del debito pubblico in circolazione. Nel Fondo si dovrebbe far confluire oltre alle proprietà immobiliari anche le azioni di imprese pubbliche possedute dal Tesoro, quotate e non, per la parte eccedente il loro controllo. Le famiglie italiane diverrebbero così direttamente proprietarie di quote di un fondo comune di investimento, con un impiego immediatamente fruttifero delle proprie risorse finanziarie, un impiego che se ben gestito troverebbe peraltro sicura rivalutazione nel tempo. Per avere un’idea di ciò che si metterebbe in moto, basti osservare che il completamento dell’operazione (che può essere diluita in due-tre anni) comporterebbe la riduzione del 20% nel rapporto debito/pil.
Il risparmio per il bilancio dello Stato sarebbe immediato: diminuirebbero sia il servizio del debito sia i tassi di interesse. L’intera economia italiana ne beneficerebbe immediatamente. Anziché lasciarci tassare inutilmente, solo per continuare e pagare alti interessi sul debito pubblico, è arrivato il momento di riscattarlo, ricomprandolo.
AGGIORNAMENTO: IL TAGLIADEBITO DAY SI TERRA' IL 26 GENNAIO 2012 PRESSO PALAZZO MEZZANOTTE, PIAZZA DEGLI AFFARI 6, MILANO
La partecipazione è gratuita ma subordinata ad iscrizione. Verrà data precedenza alle adesioni in base all’ordine di arrivo. Per iscriversi: tagliadebito@class.it - tel: 02.58219969
Prima proposta
Istituzione del Fondo patrimoniale degli Italiani
Scarica e leggi l'articolato della proposta di legge
Commento/ Ricompriamoci il debito, è la sola via
La situazione attuale dell'Italia ricorda per certi aspetti gli eventi che nel 1926 portarono alla Quota Novanta Allora fu necessario un provvedimento fortemente punitivo per gli investitori. Oggi si può fare molto meglio.
La situazione del debito pubblico italiano, la crescita estremamente modesta del prodotto interno che caratterizza l'economia da oltre un ventennio e i vincoli derivanti dall'adozione dell'euro a partire dal 2001 richiamano alla memoria il periodo in cui si dovette recuperare il rapporto di cambio tra lira e sterlina esistente nel 1919, la cosiddetta Quota Novanta, al fine di riconquistare credibilità sui mercati finanziari internazionali, con l'adozione di politiche fortemente restrittive sulle dinamiche dei redditi interni. Nel 1926, infatti, il cambio tra lira e sterlina era arrivato a 153 e i mercati finanziari iniziarono a dubitare fortemente della capacità dell'Italia di onorare gli impegni: i capitali stranieri investiti in Italia avevano cominciato a ritirarsi precipitosamente.
Continua...
Guido Salerno Aletta
Seconda proposta
Misure strutturali per la stabilizzazione finanziaria e l'abbattimento del debito delle Pubbliche amministrazioni
Scarica e leggi l'articolato della proposta di legge
Commento/ Il debito? Si taglia così
L'abbattimento del 60% in 20 anni non sarà mai ottenibile, anche con una crescita robusta. Ecco allora due misure precise: risparmio forzoso su tutti i pagamenti della Pubblica Amministrazione e nuova emissione di titoli con garanzia immobiliare privata, remunerata e incentivata fiscalmente
Prima o poi, arriva il momento in cui si devono fare i conti con se stessi, con la propria storia e soprattutto con il futuro.
L’Italia è alle prese con un vero, grande problema: il debito pubblico è alto ma soprattutto costa troppo. La situazione è ben diversa dagli anni 80 e 90: allora la spesa pubblica era fuori controllo. Ora no. Ma il livello del debito rende deboli sui mercati finanziari e drena inutilmente risorse verso la rendita.
Rispetto al passato, occorre quindi un’analisi profondamente diversa, sia sul piano economico finanziario, ma soprattutto sul versante politico ed istituzionale. All’interno e nei confronti dell’Unione europea. Non c’è alcuna solidarietà su cui possiamo contare: si è visto con la Grecia. La proposta di emettere eurobond, pure sostenuta a più riprese dall’Italia per sottrarre alla speculazione i debiti sovrani dei Paesi più a rischio, è stata bocciata da Francia e Germania: per ragioni egoistiche, ma ben comprensibili. Non vogliono pagare interessi più elevati sul proprio debito. Se ne riparlerà in futuro, forse, quando ognuno si sarà rimesso in carreggiata, quando non serviranno più a bilanciare le diverse posizioni, a mediarle: quando saranno divenuti superflui. Da qui occorre partire: ognun per sé.
Continua...
Guido Salerno Aletta
Inviato il:
17/01/2012 15.05
Da: peppe
Taglia debito DaySecondo me le cose sono 2 : 1) lo stato vuole fare il "botto" con i soldi nostri 2) lo stato non fa’ il "botto" ma si prende tutti i soldi e le proprietà degli italiana e/o il fondo non produrrà rendimenti e/o salterà !!!
Inviato il:
16/01/2012 19.25
Da: delaware
le "idee" di mfUn’ottima idea se risiedi fiscalmente all’estero e possiedi azioni di banche e aziende italiane. Si scarica con una patrimoniale (mascherata) il costo del debito sui poveri fessi residenti in Italia e si riparte col magna magna governo-sindacati-confindustria. Non è che quest’idea l’avete fregata al De Benedetti?
Inviato il:
16/01/2012 19.19
Da: delaware
le ottime idee di mfUn’ottima idea se hai azioni italiane e risiedi all’estero. Una bella patrimoniale (mascherata) sui poveri fessi che risiedono in Italia per scaricare il costo del debito e per ripartire col solito magna magna aziende-governo-sindacati. Non è che è quest’idea l’avete rubata al De Benedetti, no?
Inviato il:
14/01/2012 09.35
Da: carrobuoi
Scordammoce o’ passato!Fintanto che resisterà la sagra della panzanella e la sagra della cozza (quest’ultima tra l’altro in Brianza!) sovvenzionate dagli enti locali (che si rifanno sulla monnezza e sull’acqua!) io suggerirei a chi ha talento e sa fare buoni prodotti di emigrare (in questo caso ti puoi anche portare appresso i soldi che hai risparmiato in modo legale). Prima o poi si arriverà al "chi ha avuto avutoi avuto" e se si è relativamnte giovani si fa sempre in tempo a tornare nel Bel Paese.
Inviato il:
14/01/2012 09.33
Da: carrobuoi
Scordammoce o’ passato!Fintanto che resisterà la sagra della panzanella e la sagra della cozza (quest’ultima tra l’altro in Brianza!) sovvenzionate dagli enti locali (che si rifanno sulla monnezza e sull’acqua!) io suggerirei a chi ha talento e sa fare buoni prodotti di emigrare (in questo caso ti puoi anche portare appresso i soldi che hai risparmiato in modo legale). Prima o poi si arriverà al "chi ha avuto avutoi avuto" e se si è relativamnte giovani si fa sempre in tempo a tornare nel Bel Paese.
Inviato il:
29/12/2011 14.52
Da: cla44
LEGGE FASCISTAQUESTA SAREBBE UNA LEGGE FASCISTA..***** SE NON SI METTE APPOSTO IL SISTEMA STATO ITALIA CHE E’ UN SISTEMA MARCIO E SCHIFOSO IL DEBITO PUBBLICO LO SI RICREEREBBE IN POCO TEMPO... IO NON DO UN EURO PER QUESTA TERRA SCHIFOSA E CORROTTA..O SI CAMBIA LA STRUTTURA STATALE O IO NON IPOTECO L’UNICO INVESTIMENTO FATTO NEGLI ANNI PER DARE I SOLDI A CHI???AI SOLITI VANNO A FINIRE PERCHE’ LE MAGNERIE ROMANE LE CONOSCIAMO TUTTI E MAI COME ORA SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI...SE UNA COSA DEL GENERE DOVESSE ESSERE APPROVATA SPERO IN UNA RIVOLTA.
Inviato il:
22/12/2011 18.13
Da: delaware
francamente queste proposte fanno ridereObbligare i cittadini ad acquistare con i loro risparmi debito pubblico mi sembra un’idea ridicola e demenziale, degna di uno stato del socialismo reale. La redazione di Milano Finanza evidentemente neanche si rende conto di quanto surreale e statalista apparirebbe nel mondo dei mercati finanziari un paese che obbliga i suoi cittadini ad acquistare il suo stesso debito. Personalmente se fossi residente italiano preferirei una patrimoniale nuda e cruda piuttosto che questo patetico teatrino. Già il trattamento fiscale che privilegia l’investimento in titoli di stato piuttosto che l’investimento in altre attività suona farsesco. Se si spingono gli italiani ad imbottirsi di carta emessa dallo stato in questo modo, non credo che vi sia un sostanziale miglioramento degli spread. Anzi il sistema Italia potrebbe finire per essere ancora più rischioso agli occhi di uno straniero. Non si può pensare che a fronte di un aumento della domanda italiana di titoli, la domanda estera rimanga la stessa. Io penso che con questa baggianata suggerita da MF gli spread potrebbero anche aumentare. Credo che una simile proposta sia utile solo alle banche italiane e non che vogliano liberarsi dei titoli di stato della repubblica italiana.
Inviato il:
12/12/2011 15.35
Da: Palloschi
SOLO MONETA ELETTRONICAniente più contanti !!!!!! RISOLVEREBBE TANTE COSE !!!!!!
Inviato il:
07/12/2011 11.34
Da: alallaalalla
propostatutti i parlamentari, consiglieri, sindaci, assessori, ecc nominati dal popolo abbiano la busta paga di euro milleeduecento euro netti mese x 13 mensilita’ senza indennita aggiuntive ne buoni pasto ne rimborsi spese o altro........... che abbiano solo uno stipendio per tutte le cariche che eventuamente hanno...... se sono in pensione che la pensione non sia data se ricoprono cariche......... no auto blu o servizi di trsporto e spettacoli gratis............ NO A QUALUNQUE FORMA DI PRIVILEGIO.
Inviato il:
04/12/2011 13.13
Da: steverm
"Rimediare" un pò di tasse a costo zero e senza impopolaritàIn Italia c’è una schiera di disoccupati, cassa integrati, sotto-occupati, precari o semplicemente persone che fanno fatica ad arrivare con il proprio stipendio a fine mese che cercano di arrotondare con piccoli lavoretti. Spesso si tratta di piccole entrate, due o trecento euro al mese al massimo che sfuggono al fisco non perchè i soggetti vogliano arricchirsi alla spalle dello Stato ma solo perchè per essere regolari dovrebbero possedere una partita iva, cosa non possibile in quanto tra tasse e spese del commercialista (anche solo con una partita iva "ai minimi") andrebbero come guadagni in negativo. D’altronde dover rinunciare a fare un lavoro che "si sa fare", magari tecnico-specialistico come riparare un computer, sarebbe un peccato. L’ideale per molti sarebbe poter mettere questi piccoli guadagni nel 730 nella voce "altri redditi". Questo è già possibile se si tratta di ricevute per prestazioni occasionali ma ovviamente riparare 20 computer l’anno a 30 euro di guadagno l’uno, mettere delle pubblicità sul proprio blog (poche centinaia di euro l’anno), prendere la manutenzione dei macchinari di un ufficio, vendere via web un programmino autoprodotto per poche decine di euro o semplicemente con donazione libera, fare la baby-sitter sporadicamente ad ore o procacciare qualche affare in maniera assolutamente saltuaria sono tutte attività che non possono essere inquadrate come "occasionali" e quindi necessitano di partita iva, addirittura nel caso della pubblicità on-line probabilmente bisognerebbe avere addirittura una società. Quindi alla fine tutto obbliga a guadaganre soldi "in nero". Se invece si potesse regolarizzare con una ricevuta sino ad un certo tetto di "fatturato" molti potrebbero integrare "regolarmente" i guadagni nella propria dichiarazione dei redditi e poter quindi "spingere" queste seconde occupazioni meglio, potendosi anche presentare alle aziende come fornitore di piccoli servizi e facendo diventare magari nel tempo queste piccole attività dei veri e propri lavori (un’ancora di salvezza se si dovesse perdere il lavoro) che in questo caso verrebbero poi regolarizzati con partita-iva/società. QUindi propongo la possibilità di regolarizzare qualsiasi "lavoro extra" con una semplice ricevuta con ritenuta d’acconto (oppure altra forma come l’applicazione di bolli proporzionati ai ricavi) come si fa per le prestazioni occasionali limitando la pratica ad un tetto annuo di 2000-4000 euro massimi; lo Stato avrebbe una moltitudine di piccole entrate a costo zero (perchè non si potrebbero detrarre spese da attività) ed i lavoratori la serenità di poterle pubblicizzare ed avviarle al meglio. PS: sapete per caso se c’è un indirizzo dove poter mandare dei suggerimenti al governo (che vengano letti) come accade nei paesi più democratici tipo Islanda ?
Inviato il:
04/12/2011 09.32
Da: AMESERI
FINANZIAMO IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO Sono un semplice cittadino, che sente parlare tutti, tutti i giorni, dei nostri problemi, senza dare forma ad una soluzione degli stessi. Forse perchè non c’è o non si vuole trovare. Io penso che siamo un popolo ricco, anzi ricchissimo. Uno studio svizzero ci pone al secondo posto, come ricchezza patrimoniale netta, dopo gli Australiani, con un patrimonio “netto” di circa $ 211.000,00 (al cambio euro dollaro di oggi pari a 1,3231 circa € 280.000,00) procapite medio, (i Tedeschi ne avrebbero circa $ 48.000,00 meno). Una proposta concreta che si potrebbe fare sarebbe, oltre a tutte le altre valide per riportare il bilancio in pareggio, quella di convertire parte di questo patrimonio in debito pubblico. Con una percentuale ipoteticamente del 5% potremmo ridurre il debito pubblico dell’Italia di € 840.000.000.000 (840 miliardi di euro). Trasformare una piccola parte del nostro patrimonio, in modo obbligatorio per tutti, per legge quindi, in titoli italiani del debito pubblico è l’unico modo serio di aiutare l’Italia e quindi noi stessi. Ricordiamoci di quanto abbiamo perso, del nostro patrimonio, in questo ultimo periodo e di quanto potremmo ancora perdere. Noi Italiani dobbiamo far vedere agli altri Europei, ai Tedeschi, ai Francesi, che siamo in grado di risollevarci da noi, anche senza un aiuto esterno, e l’unico modo è quello di finanziare Noi il nostro debito! Amerigo Notini
Inviato il:
03/12/2011 00.14
Da: s.cannavale
Grecia, Italia, Euro: buona volontà e lungimiranza per la soluzione dei problemi.Si parla apertamente di fallimento (default) di alcuni stati europei in ragione dell’incontrollabile debito pubblico accumulato. Si ipotizza l’abbandono dell’euro come moneta unica europea. Il Financial Times di Londra ed altre testate si sbizzarriscono su questi temi. Di fatto negli ultimi tre anni sono mancate adeguate risposte di condivisione e solidarietà (verso i paesi europei meno solidi) e di lungimiranza da parte dei governi di Francia e Germania oltre che degli altri partner europei. Operando in tal modo, le difficoltà finanziarie della Grecia potevano essere affrontate e risolte nel giro di 48 ore. La mancanza di visione politica di lungo respiro ha ingigantito un problema - quello della Grecia - che, ampliato a dismisura, si è ribaltato sull’intera Comunità europea, ponendone in evidenza i limiti e l’incapacità di intervento nella gestione degli affari comunitari. Altra risposta, dal lato italiano, dovrebbero darla i nostri politici con un soprassalto di responsabilità, correttezza ed amor di patria, lasciando lavorare il Prof. Monti alla guida del nuovo governo. Gli è stato affidato un compito irto di difficoltà ma, allo stesso tempo, possibile da realizzare tenuto conto dell’inconsueto contesto politico ed economico anche a livello internazionale. Ci sarà mai un momento più opportuno per dare una spallata violenta e benefica alla montagna del debito pubblico italiano? Ci sarà in futuro un’occasione più favorevole per eliminare le incrostazioni decennali dagli ingranaggi della burocrazia statale? Se non ora, con i politici di mestiere in ritirata strategica, quando? Semmai l’euro dovesse essere abbandonato, la storia assegnerà all’insensata gestione della vicenda greca la causa primaria del relativo fallimento. Vi sono ancora buoni margini di manovra per porre rimedio agli errori commessi ed assicurare buona salute alla moneta unica europea. E’ necessario innanzitutto rivalutare i titoli di debito pubblico emessi dalla Grecia, accentrandone la gestione a livello di vertice europeo. Questi titoli sono stati di fatto abbandonati al loro destino e condannati ad un pericoloso azzeramento rispetto ai valori di emissione. E’ stato ed è un errore imperdonabile che occorre sanare immediatamente: tutti ne trarrebbero benefici. Nell’ultimo incontro dei paesi dell’Eurozona a Bruxelles è stato deciso, tra l’altro, il taglio del 50% sul valore nominale dei titoli pubblici greci detenuti dalle istituzioni finanziarie. I mercati hanno interpretato la mossa nel senso di pensare che sia ormai caduto un tabù e che si sia costituito un pericoloso precedente; così, dopo il taglio dei titoli greci, potrà arrivare anche quello dei titoli irlandesi, portoghesi, spagnoli, italiani e così via. Solo recuperando la fiducia dei risparmiatori e degli investitori si potrà tornare ad un ordinato funzionamento del mercato dei capitali e ad una riabilitazione delle banche nel loro ruolo di intermediarie qualificate per la soddisfazione delle esigenze finanziarie di privati, aziende e Stati sovrani. Vista la situazione complessiva dell’area Euro, sarebbe opportuno risolvere il problema del debito pubblico italiano (1.900 miliardi di euro) con mezzi propri, ampiamente disponibili nel nostro Paese. Confidare nell’aiuto di terzi, in questa particolare fase storica, è problematico e poco raccomandabile. Gli interventi della Banca Centrale Europea (BCE) e Fondo Monetario Internazionale (FMI) – come dimostrato in casi analoghi – non fanno altro che certificare ed amplificare l’emergenza dello Stato italiano ed annullare la possibilità di autonomo finanziamento sui mercati. La soluzione possibile: con un’imposta patrimoniale del 4% sul complessivo di circa 8.000 miliardi di beni mobili ed immobili privati italiani si ricaverebbero circa 320 miliardi di euro. Con tale introito straordinario si coprirebbero buona parte dei titoli pubblici italiani in scadenza tra la fine del 2011 e tutto il 2012. E questo, a dispetto degli investitori esteri riottosi ed indisponibili a sottoscrivere BTP italiani, se non a certi livelli elevati di tassi d’interesse. L’Italia con tali disponibilità potrebbe sospendere le aste per la vendita dei suoi titoli pubblici nei prossimi 6/12 mesi, bloccando definitivamente la speculazione internazionale che sta approfittando dell’inconsueta concentrazione di scadenze di titoli in questi mesi e nel prossimo anno. Il nostro Paese in tal modo potrebbe “sbalordire” e spiazzare il mondo degli operatori, palesi ed occulti, che puntano decisamente sul suo collasso finanziario ed, a seguire, su quello dell’Euro. L’Italia registrerebbe anche il risparmio di interessi per circa 15 miliardi di euro nel prossimo anno ed in quelli successivi che potrebbero essere impiegati per accompagnare e stimolare il sistema produttivo nazionale, allentando ulteriormente il rapporto Deficit/Pil. Sàntolo Cannavale *****
Inviato il:
23/11/2011 12.35
Da: peppe
abbattere il debito pubblico1) drastica riduzione dello stipendio della classe politica, che può ottenere mandato massimo in 2 legislature; 2) annullamento immediato di tutti i benefit a favore della classe politica.....ne beneficeranno solamente il capo dello stato, il presidente del consiglio e delle camere; 3)la classe politica percepirà la pensione come il resto degli italiani con un tetto massimo fissato ad € 2.000; 4) sequestro IMMEDIATO di tutte le somme di denaro depositate.......NELLE CASSETTE DI SICUREZZA DELLE BANCHE !!!.......in quanto frutto di evasione fiscale; 5)gli stipendi saranno pagati al lordo della ritenuta fiscale; le tasse si pagheranno sul reale guadagno che ogni cittadino avrà tra quanto percepito come retribuzione detratte TUTTE le spese sostenute nell’’anno (es scontrini del caffè)......in questo modo TUTTI gli imprenditori ed i negozianti non potranno più evadere le tasse 6) obbligare la chiesa a pagare tasse come ICI ecc ecc 7) supertassa su tutte le aziende italiane che producono all’estero e quindi non creano posti di lavoro in Italia
Inviato il:
21/11/2011 10.51
Da: LUCABONGIS
UNICA SOLUZIONE ECONOMICA PER GLI ONESTIVietare l’uso dei contanti oppure super tassa sui contanti (la seconda e fattibile immediatamente) di sicuro sparirebbero gli evasori,corruttori,rapinatori,spacciatori,clandestini, ecc................
Inviato il:
17/11/2011 11.13
Da: ragallu65
pensoper abbattere il debito pubblico? 1.900mld di euro? mmhhhh, a cannonate, altrimenti con le freccette non credo che lo possiamo scalfire
Inviato il:
15/11/2011 18.03
Da: Palloschi
PalloschiDimenticavo ... eliminare l’evasione fiscale é semplicissimo: moneta esclusivamente elettronica = evasione 0. Forse peró a qualcuno non conviene
Inviato il:
15/11/2011 17.35
Da: Palloschi
Come risollevare la sorte degli Italiani1 - No alle maxi pensioni ai politici dopo 5 anni, ê facile per loro decidere sull’innalzamento dell’etá di pensionamento per gli altri ma la loro non si tocca. 2- no stipendioni ai politici 3- lotta all’evasione con controlli a tappeto su tutte le categorie a "rischio", vedi medici, avvocati, ect. 4- riduzione della tassazione a un tasso accettabile, i tassi attuali molte volte impongono l’evasione 5- legalizzare la prostituzione e quindi tassarla 6-incrementare il livello culturale del paese ormai in evidente declino. 7-Chi ruba allo stato deve realmente pagare senza sconti, vedi politici, sportivi superpagati, ect.
Inviato il:
06/11/2011 14.31
Da: zorro
tagli ai privilegiDesidero chiedere al Presidente della Repubblica di fare un bel gesto: ridurre da subito il suo stipendio del 20%. Così facendo, gli altri protagonisti della politica nazionale, manager pubblici e boiardi di stato, non avranno più alibi ed inizieranno, anche loro, a ridursi i loro lauti stipendi. Fatto ciò, avranno il diritto di chiedere sacrifici anche ai cittadini. Non vedrei male, ad esempio, una tassa "salva euro" su base decennale (es: 25 euro mensili per i redditi fino a 50.000 euro e a salire in base al reddito) da rimborsare con interessi al 2%. Chi inizia questo percorso vincerà, a mio avviso, le prossime elezioni.
Inviato il:
06/11/2011 01.54
Da: GENK
PROPOSTA DI LEGGE CONTRO L’EVASIONE FISCALEIl nostro paese ha chiesto il conto di un comportamento di chi ci ha governato per 30 anni che non è mai stato pragmatico. Lo Stato sta cercando di trovare tutte le strade percorribili per aumentare la crescita del nostro paese molto lontana per poter sostenere a regime lo spread sui titoli di stato italiani. Mi appello alla buona volontà di voi tutti se ritenete di pensare alla collettività e alla generazione future di firmare questa petizione. Sono molteplici i problemi che caratterizzano la nostra economia, ma sicuramente uno che merita attenzione e quello della grande massa di liquidità che circola nel nostro paese. La liquidità è la causa della circolazione del danaro in nero. E’ noto che la stima del reddito da lavoro in cui non viene pagata nessuna aliquota perché non dichiarato sia stimata tra i 150-200 miliardi di euro che sarà a breve 1/10 del nostro debito in valore assoluto. Non è l’evasione di tanto di pochi ma l’evasione di poco di tanti che crea la maggior parte di questa montagna di danaro che non contribuisce ad aumentare la ricchezza nel nostro paese. La mia proposta è quella di proporre di limitare il prelievo al bancomat e allo sportello di una cifra direttamente in contanti al mese solare. Questa cifra dovrebbe servire per tutte quelle piccole spese che statisticamente si pagano in contanti perché di importi piccoli importi. Per tutto il resto abbiamo la possibilità di pagare con: bancomat, carta di credito, bonifico on line, assegno, carta prepagata. Sarebbe in questo modo molto più difficile poter pagare in contanti prestazioni di qualsiasi tipo perché ogni individuo dovrebbe fare i conti con i contanti che al massimo può avere al mese. Se riflettiamo un attimo la spesa nei negozi di distribuzione si può pagare liberamente con danaro elettronico, le bollette per chi non le ha domiciliate in banca può pagare in posta con danaro elettronico, le visite per la salute anche, mentre per il resto spese di prestazioni dal meccanico, al dentista, all’idraulico ecc ecc, si pagherà non più in contanti ma bensì con assegno o bancomat negli esercenti provvisti. Questa proposta non è un attacco alla libertà dell’individuo, che ha la piena disponibilità del suo danaro, ma regolamenta le modalità con cui l’individuo stesso può spendere tale danaro. Porterebbe ad una diminuzione del danaro in nero di qualsiasi altro provvedimento, ad un aumento delle entrate fiscali con conseguente possibilità da parte dello Stato di investire per la crescita di questo paese ed a un aumento netto di parità fiscali di tutti i contribuenti italiani oltre che alla compartecipazione alla riduzione del debito. Se siete daccordo ***** firmatela Genk
Inviato il:
05/11/2011 22.15
Da: Dino Bruniera
Proposta per ridurre il debito pubblicoDesidero sottoporre all’attenzione di “Italia c’è” una proposta alternativa, che ritengo “giusta”. PROPOSTA PER INIZIARE A RIDURRE AL PIU’ PRESTO IL DEBITO PUBBLICO In questo periodo nel quale i mercati finanziari hanno iniziato a chiedere interessi più elevati per continuare a sottoscrivere i titoli di stato, è più che mai necessario iniziare al più presto a ridurre il debito pubblico affinché gli investitori aumentino la loro fiducia sulla solvibilità italiana e, quindi, ritornino ad accontentarsi di interessi meno elevati. Così il governo potrebbe attuare le già programmate riforme senza "pistole puntate" e, quindi, in modo più organico e giusto. Pertanto vorrei proporre qui di seguito una soluzione che, a mio parere, inizierebbe al più presto a far ridurre il debito pubblico. La soluzione si articola nei cinque punti che seguono. 1. Lotta alla corruzione pubblica Istituire una funzione pubblica col compito di verificare (possibilmente soprattutto utilizzando il sistema informatico), per tutti i politici e per tutti i funzionari pubblici (parlamentari, sindaci, assessori, magistrati, finanzieri, poliziotti, dipendenti Consob, ecc., ex compresi), la congruenza tra i beni da loro (e dai loro famigliari) posseduti con quanto denunciato fiscalmente. Qualora risultassero delle incongruenze non giustificate, si provvederebbe a requisire i beni non giustificati e a denunciare l’interessato alla magistratura, che provvederebbe a sanzionarlo pesantemente. Per facilitare la lotta si potrebbero incentivare le segnalazioni dei cittadini, premiandole se dessero dei risultati positivi. Inoltre si potrebbero accettare anche segnalazioni anonime. In questo modo si potrebbero ottenere notevoli entrate finanziarie e, soprattutto, si colpirebbero i maggiori responsabili della situazione economica attuale e, di conseguenza, si soddisferebbe l’esigenza di giustizia dei cittadini, rendendoli più disponibili a sopportare eventuali sacrifici. Inoltre, senza le “uscite” per la corruzione, le spese dello Stato si ridurrebbero notevolmente (probabilmente di diversi miliardi), migliorando quindi il suo bilancio. 2. Lotta all’evasione fiscale e al lavoro nero Rendere disponibili via internet le dichiarazioni dei redditi di tutti i cittadini e premiare chi segnalasse allo Stato i potenziali evasori fiscali (come avviene negli USA da più di cento anni). Far verificare che gli esercizi pubblici rilascino lo scontrino o la fattura e, in caso negativo, sanzionarli pesantemente anche denunciandoli alla magistratura. Far verificare anche che i vari lavoratori (extracomunitari e non), soprattutto nelle campagne, siano in regola e, in caso negativo, sanzionare i responsabili anche denunciandoli alla magistratura. Inoltre un’apposita funzione pubblica (potrebbe essere la stessa citata nel punto A) dovrebbe verificare che gli incaricati alle verifiche facessero il loro dovere e, in caso negativo, li denunciasse alla magistratura, che provvederebbe a sanzionarli pesantemente. In questo modo, dato che l’evasione fiscale risulta superiore ai 120 miliardi annui, si potrebbero ottenere le entrate sufficienti ad ottenere il pareggio di bilancio. 3. Riduzione della spesa pubblica Definire al più presto i vari "costi standard" per i servizi effettuati dai vari enti locali, e sovvenzionare le regioni solo in base a detti costi. Se esse spenderanno di più, dovranno provvedere con entrate proprie, che potranno ottenere tassando di più i loro cittadini. In pratica si tratterebbe di applicare da subito ciò che la Lega Nord definisce "federalismo fiscale", ma che è solo un tentativo, peraltro positivo, di controllare la spesa pubblica, soprattutto nelle regioni meridionali. Successivamente di dovrebbe togliere l’autonomia alle regioni e province autonome. 4. Controllo della Magistratura e delle altre istituzioni dello stato Senza controlli la giustizia non può funzionare bene e, quindi, neanche quanto esposto nei punti precedenti potrebbe essere attuato adeguatamente. Per risolvere il problema si dovrebbe prevedere un’istituzione al di sopra della magistratura (forse servirebbe una modifica costituzionale, attuabile velocemente con un accordo parlamentare bipartisan), col compito di verificare il comportamento dei magistrati anche per i loro atti giurisdizionali (attualmente il CSM si dichiara incompetente e archivia i relativi esposti), rivedendo gli esposti archiviati dal CSM dal 1987 (data nella quale l’80% degli italiani hanno votato a favore della responsabilità civile dei magistrati) in poi ed accertando altri eventuali futuri esposti dei cittadini. Nel caso in cui risultasse che dei magistrati non si fossero comportati correttamente (soprattutto nell’attività giurisdizionale), dovrebbero giustificarsi e, se non fossero in grado di farlo, dovrebbero poter essere sanzionati pesantemente. Naturalmente occorrerà riformare anche le altre istituzioni (Consob, Finanza, Polizia, ecc.), affinché l’operato dei loro funzionari possa essere adeguatamente controllato da istituzioni di livello superiore, ma se non funzionasse la Giustizia, neanche le altre istituzioni potrebbero funzionare bene. 5. Sostegno debito pubblico dai cittadini Per realizzare adeguatamente quanto sopra esposto, pur cercando di far presto, potrebbero essere necessari diversi mesi, durante i quali i mercati potrebbero continuare a non avere fiducia nella solvibilità italiana, per cui continuerebbero a chiedere interessi elevati sulle nuove emissioni di titoli di stato. Per contrastare questa possibilità, una soluzione sarebbe quella di emettere dei buoni postali nominativi, finanziariamente appetibili, ma non vendibili per almeno due anni e acquistabili soltanto da cittadini italiani. Un’ipotesi potrebbe essere quella di offrire un tasso di interesse fisso del 3% più l’inflazione (si tratterebbe di interessi abbastanza elevati, ma sarebbero giusti e rimarrebbero in "casa"). Ottenendo delle entrate per questa via, lo Stato potrebbe ridurre le nuove emissioni di titoli e, di conseguenza, i tassi di interessi richiesti dovrebbero calare (per la legge della domanda e dell’offerta). Naturalmente ciò potrà essere attuato una volta ottenuta, almeno, la fiducia dei cittadini italiani, il che potrà avvenire quando essi si convinceranno che questa volta lo Stato fa sul serio, iniziando veramente ad attuare quanto sopra.
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