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20/10/2010 10.45 | Tutte | Indietro
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Caldissime

Restano rischi su debiti sovrani, Fmi vede Pil Italia a +1% nel 2010

Di Francesca Gerosa

Restano rischi su debiti sovrani, Fmi vede Pil Italia a +1% nel 2010

La ripresa economica in Europa prosegue ma è debole. Restano significativi rischi, fra i quali la possibilità di ulteriore volatilità sui mercati finanziari e quelli dei debiti sovrani, ai quali la politica deve far fronte attuando politiche appropriate. E' quanto sottolinea il Fondo Monetario Internazionale nel Regional Economic Outlook per l'Europa, nel quale accoglie positivamente i proposti miglioramenti della governance dell'Unione Europea e nell'area euro e invita gli Stati membri ad accelerarne l'attuazione.

Il risanamento di bilancio in Europa è comunque ''inevitabile'' ma va intrapreso in modo da minimizzare gli impatti negativi sulla crescita. Il Fmi invita le autorità ad agire per eliminare le debolezze che restano nel sistema bancario. La politica monetaria deve restare flessibile.

''La crisi finanziaria e i problemi legati al debito sovrano hanno rivelato numerosi gap'' nella governance europea. E' necessario, osserva il Fmi, continuare a muoversi verso la costruzione di una European House. Il coordinamento è essenziale in Europa per assicurare un corretto mix delle politiche strutturali e macroeconomiche nell'area euro.

Le riforme saranno più efficaci se coordinate fra i vari Paesi. La riforma del mercato del lavoro è la priorità dei Governi nazionali. L'economia europea crescerà quest'anno del 2,3% e i prossimi del 2,2%. Il Fmi ha confermato quindi le stime di crescita per il Vecchio Continente contenute nel World Economic Outlook di due settimane fa, anche per l'Italia dove il Pil crescerà sia nel 2010 sia nel 2011 dell'1%, con il deficit che quest'anno si attesterà al 5,1% per poi scendere al 4,3% il prossimo.

PAESE                         2010      2011

Europa                        +2,3%    +2,2%
Economie avanzate             +1,7%    +1,6%
Economie emergenti            +3,9%    +3,8%
Unione Europea                +1,7%    +1,7%
Area euro                     +1,7%    +1,5%
Austria                       +1,6%    +1,6%
Belgio                        +1,6%    +1,7%
Cipro                         +0,4%    +1,8%
Finlandia                     +2,4%    +2,0%
Francia                       +1,6%    +1,6%
Germania                      +3,3%    +2,0%
Grecia                        -4,0%    -2,6%
Irlanda                       -0,3%    +2,3%
Italia                        +1,0%    +1,0%
Lussemburgo                   +3,0%    +3,1%
Malta                         +1,7%    +1,7%
Olanda                        +1,8%    +1,7%
Portogallo                    +1,1%     0,0
Slovacchia                    +4,1%    +4,3%
Slovenia                      +0,8%    +2,4%
Spagna                        -0,3%    +0,7%
Altre economie avanzate
Rep. Ceca                     +2,0%    +2,2%
Danimarca                     +2,0%    +2,3%
Svezia                        +4,4%    +2,6%
Regno Unito                   +1,7%    +2,0%

Quanto all'esposizione delle banche italiane ai debiti sovrani è limitata. In particolare, l'esposizione delle banche italiane nei confronti del debito di Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna è pari a 3,7 miliardi di euro, contro i 71,4 miliardi della Francia (di cui 47,1 verso l'Italia), i 74,8 miliardi della Germania (di cui 36,3 verso l'Italia) e i 28,3 miliardi del Regno Unito. Ecco di seguito una tabella, riportata dal Fmi, che mostra l'esposizione delle banche di alcuni Paesi nei debiti di Grecia, Irlanda, Portogallo, Italia e Spagna (dati in miliardi di euro).

                Grecia  Irlanda  Italia  Portogallo  Spagna  Totale

Banche in:
Francia       11,0    2,4      47,1     4,6        6,3    71,4
Germania       9,7    2,0      36,3     6,3       20,5    74,8
Regno Unito    4,3    5,1      11,0     2,5        5,3    28,3
Olanda         3,2    0,6      10,3     2,3        2,9    19,2
Spagna         0,8    0,1       9,4     6,5         …     16,9
Irlanda        0,0     …        0,7     0,3        0,4     1,4
Italia         1,8    0,2        …      0,3        1,4     3,7
Portogallo     1,7    0,8       1,2      …         0,4     4,1
TOTALE        32,5   11,3     116,1    22,7       37,2   219,8


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