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01/07/2010 13.50 | Tutte | Indietro
Caldissime

L'asta Bce e JP Morgan rassicurano le banche italiane

L'asta Bce e JP Morgan rassicurano le banche italiane
Borse europee in leggero recupero grazie all'esito positivo dell'asta Bce a sei giorni. Dopo che ieri gli istituti bancari avevano preso a prestito solo 131,9 miliardi di euro, decisamente meno del previsto, oggi 78 istituti ne hanno chiesti altri 111,2 miliardi, nella parte alta della forchetta delle previsioni.

Secondo gli operatori l'esito delle due aste sembra indicare che il sistema bancario versi in una situazione migliore del previsto quanto a liquidità. "Si tratta di un segnale positivo, ma sarà importante verificare soprattutto l'ammontare dei depositi presso la Bce", affermano gli analisti di Equita sim.

Se i depositi scenderanno verso i 200 miliardi sarebbe un segnale di normalizzazione del mercato, mentre se rimanessero sopra i 300 miliardi significherebbe che la tensione resta elevata e che le banche che hanno rimborsato la linea a 12 mesi non hanno usato i depositi ma hanno dovuto drenare liquidità dal sistema.

Ora a Milano l'indice Ftse Mib scende dello 0,98% a 19.123 punti e la moneta unica è in ripresa: l'euro tratta a 1,2328 dollari dagli 1,225 dollari della chiusura di ieri. A sostenere la valuta Ue anche il successo dell'emissione spagnola dei titoli di Stato all'indomani dell'allarme di Moody's che potrebbe rivedere al ribasso il rating della Spagna.

A Milano riducono le perdite i titoli del comparto bancario: Monte dei Paschi -0,59%, Intesa Sanpaolo -0,80%, Mediobanca -0,16% e Unicredit -1%. Addirittura sono passate in positivo la Banca Popolare di Milano che ora guadagna lo 0,51%, il Banco Popolare (+0,33%) e Ubi Banca (+0,28%).

"L'uso dei fondi della Bce resta limitato e le banche sono piuttosto liquide". Queste alcune delle parole utilizzate dagli analisti di Jp Morgan per commentare lo stato di liquidità dei nostri principali istituti di credito in un report realizzato dopo aver incontrato i manager della Popolare di Milano, del Banco Popolare, di Intesa Sanpaolo, di Mediobanca, Mps e Unicredit.

"In particolare", afferma il broker, "le grandi banche hanno indicato che la loro ampia base di liquidità già le rende adeguate ai nuovi parametri fissati da Basilea III". Nessun problema anche sul funding visto che, ricordano gli esperti, le banche beneficiano dell'interesse del pubblico retail per i bond bancari. Questo consente agli istituti di raccogliere fondi nelle attuali difficili condizioni di mercato a costi sotto controllo. Continua, infine, il focus sul controllo dei costi e la qualità degli asset sembra in via di stabilizzazione.

Il governatore di Banca d'Italia, Mario Draghi, ha poi rassicurato sugli esiti degli stress test, mentre il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha confermato che non sono previste nuove tasse per le banche italiane. Gli Usa hanno stralciato il capitolo nuove tasse sulle banche dalla riforma del sistema finanziario. Per quanto riguarda gli stress test sulle banche europee, che dovrebbero essere pubblicati a fine luglio, ieri Draghi ha definito "fantasiose" le indiscrezioni su un deficit di capitale pari a 25 miliardi di euro.

Il gruppo Unicredit è "tranquillissimo" sui risultati degli stress test che la Banca d'Italia sta realizzando sulle maggiori banche italiane. Parola del vice Ceo, Roberto Nicastro. Anche Unicredit, al suo interno, effettua verifiche di stress test, ha riferito l'altro vice ceo, Paolo Fiorentino, "che vengono riportate al board".
Francesca Gerosa



 



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