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Si allarga la cassa integrazione in Fiat, deciso calo ordini a febbraio23/02/2010
![]() Si allarga la cassa integrazione in casa Fiat. Sono infatti previste due settimane di Cig anche per gli impiegati del gruppo. Secondo quanto riferiscono i sindacati, i colletti bianchi degli Enti centrali di Mirafiori sono stati posti in cassa integrazione dal 22 marzo al 28 dello stesso mese e dal 5 aprile all'11 aprile. Nello specifico a Fiat group automobiles saranno in Cig 1200 persone nella prima settimana e 2400 nella seconda. Alla Powetrain di Torino Stura saranno 400 nella prima settimana e 800 nella seconda, mentre all'ufficio Acquisti saranno 100 nella prima settimana e 400 nella seconda. Solo ieri, come già da tempo comunicato, sono iniziati i 15 giorni di cassa integrazione per circa 30.000 dipendenti Fiat di vari stabilimenti italiani. La decisione è motivata dal crollo degli ordinativi (-50% rispetto ai livelli del quarto trimestre 2009) che segue lo stop degli incentivi auto. Il dato sulle immatricolazioni di nuove auto conta poco perché si stanno consegnando le vetture ordinate nel periodo degli incentivi, quindi è chiaro che anche a febbraio il segno sarà positivo, come pure a marzo dopo il +16,7% a dicembre e il +30,2% a gennaio. Preoccupa invece il protrarsi della caduta degli ordini mese su mese e anno su anno e per febbraio, secondo fonti di mercato, è atteso un calo degli ordini superiore al 10% (a febbraio 2009 220mila ordini). E' ormai lontano il record di gennaio 2007 quando il livello degli ordini si era collocato a 300mila unità. Nel gennaio 2008 si è scesi a 205mila e nel gennaio 2009 sotto 140mila. Il mese scorso la cifra è scesa a circa 125mila e sarà ancora inferiore a febbraio. A piazza Affari il titolo Fiat cede l'1,27% a 8,14 euro dopo un minimo intraday a quota 8,08 euro, mentre sale la polemica contro i vertici del Lingotto. "Fiat ha dato i dividendi agli azionisti e messo in cassa integrazione i lavoratori: non si fa così, non bisogna dare i dividendi quando c'è crisi", ha contestato oggi il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ribadendo la preoccupazione del sindacato per la situazione dello stabilimento di Termini Imerese per il quale l'azienda ha annunciato la chiusura nel 2011. ''Su Termini Imerese", ha precisato Epifani, "passa il tempo e non si concretizza nessuna ipotesi di uscita dalla situazione. Non ci sono binari su quali lavorare''. Secondo Epifani bisogna che ''il Governo spinga'', valuti le proposte che ci sono e si confronti con le organizzazioni sindacali. La situazione infatti è ''pesante'' in assenza di un piano industriale che dia certezze. Per gli analisti però l'assenza di incentivi statali nel settore automotive italiano darà al Lingotto un maggiore potere di negoziazione con i sindacati, una maggiore flessibilità per l'utilizzo di licenze straordinarie e per ottimizzare i costi di lavoro, soprattutto in vista della presentazione del nuovo piano industriale ad aprile, che dovrebbe focalizzarsi sulla ristrutturazione dei marchi Fiat e sulle sinergie con Chrysler. Francesca Gerosa
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