
La metà dei lavoratori Fiat di Termini Imerese ha i requisiti per poter essere messa in mobilità in vista del pensionamento. In pratica, sui 1.658 dipendenti dello stabilimento 806 avrebbero diritto alla mobilità agganciata al pensionamento.
E' il quadro delineato dai rappresentanti dell'azienda nell'incontro tecnico tenutosi oggi al ministero dello Sviluppo economico a Roma sulla situazione degli stabilimenti del gruppo. L'azienda ha ribadito che punta a cedere lo stabilimento siciliano, escludendo però la tecnologia, e che non è interessata quindi a continuare alcun tipo di attività a Termini Imerese.
Il confronto proseguirà il prossimo 5 marzo. Intanto Invitalia lavorerà come advisor per valutare le proposte di riconversione dello stabilimento. Il governatore della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, ha annunciato che la giunta regionale approverà lunedì un atto con una proposta su Termini Imerese che presenterà al Governo.
La giunta siciliana punta a mettere sul pianto fondi pubblici per circa 350 milioni che serviranno a "incentivare gli investimenti" nell'area. Tra le proposte (sette, secondo quanto annunciato dal ministro Scajola nell'incontro avuto a Palazzo Chigi) ce ne sono alcune che riguardano la costruzione di auto o mezzi pubblici elettrici e anche una produzione cinematografica.
Il progetto messo a punto, ad esempio, dal Fondo Cape di Simone Cimino punta a realizzare l'auto elettrica nello stabilimento siciliano e assicura circa 3500 posti di lavoro con un investimento per ciascun posto di 267mila euro. Un progetto finanziabile per metà grazie al conto energia, il sistema di incentivi per incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il fondo Cape ha già inviato al Ministero dello Sviluppo Economico la manifestazione di interesse per gli insediamenti industriali nell'area.
E' intanto continuata anche oggi la polemica tra Governo e Fiat su incentivi sì o no. Il presidente del Lingotto, Luca Cordero di Montezemolo, ha ribadito che l'azienda non è interessata agli eco-incentivi visto che in passato per il 70% sono andati ad aziende straniere. Non senza una punta di ironia ha aggiunto che da quando è alla guida del gruppo non ha "preso un euro dallo Stato".
Per la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, il tema vero non è il mantenimento degli stabilimenti ma reimpiegare i posti di lavoro. "Mi pare che ci siano proposte alternative. Anche dalla Fiat c'è disponibilità a ragionare sul supporto per la ricollocazione dei posti di lavoro. E' un atteggiamento giusto", ha aggiunto la Marcegaglia.
In Borsa il titolo Fiat è colpito dalle vendite (-3,54% a 8,31 euro) nonostante mantenga il primato in Brasile. A fronte, infatti della brusca frenata a gennaio del mercato brasiliano dell'auto, screso in un mese del 27%, Fiat ha mantenuto il primato con il 22% delle vendite. In gennaio in Brasile le vendite di auto sono state 281.805, il 27,4% in meno rispetto a dicembre, ma pur sempre il 6% in più rispetto al gennaio del 2009, quando si era ancora nel pieno della crisi globale. La produzione complessiva è aumentata del 31% rispetto al primo mese dell'anno scorso.
Fiat resta al primo posto tra le marche piu' vendute, come succede ormai quasi ininterrottamente da sette anni a questa parte, con il 22,4% delle vendite, pari a 45 mila auto e veicoli commerciali leggeri. Dietro seguono General Motors, che il mese scorso ha superato Volkswagen, rispettivamente con il 21,9 e il 19,4% del mercato. L'auto più venduta è la VW Gol, con 15 mila esemplari, seguita dalla Fiat Palio con 10.599.
Francesca Gerosa