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Piazza Affari scaccia l'incubo del default di Dubai

27/11/2009
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L'affievolirsi dei timori di un pesante default del Dubai, e del possibile effetto a catena sull’intera regione, permette a Piazza Affari di archiviare sui massimi una sessione partita in profondo rosso dopo la débacle di ieri. Scarsa influenza esercita sui listini italiano ed europei la caduta degli indici Usa, cui resta da chiudere il gap al ribasso della seduta precedente che non ha toccato Wall Street, ferma per Thanksgiving.

Tornati oltre la linea di galleggiamento nelle prime ore del pomeriggio, gli indici si sono spinti in rialzo fino a oltre 1% grazie soprattutto ad acquisti che gli operatori tendono a mettere in relazione a ricoperture, in particolare sul settore dei finanziari. L'indice Ftse All-Share ha chiuso in crescita dell'1,28% a 22.648 punti e il Ftse-Mib dell'1,29% a 22.205 punti. In ripresa l'attività, con scambi per un controvalore superiore a 3,7 miliardi dai circa tre di ieri.

“Il movimento è partito ieri dalle banche e sono le banche che hanno dato oggi la maggior spinta al recupero: si è esagerato con le vendite e si torna a riacquistare” spiega l'operatrice di una Sim. “La crisi del Dubai è arrivata ma passerà, qualcuno metterà a disposizione i 60 miliardi di dollari necessari e saranno probabilmente i paesi del Golfo a farlo in quanto candidati naturali” aggiunge.

Facendo eco ai commenti di questa mattina del direttore generale Saccomanni, secondo cui il sistema Italia non subirà
impatti dalla ristrutturazione di Dubai World, il governatore di Bankitalia nel ruolo di numero uno del Financial Stability Board e il premier britannico hanno definito il problema Dubai “contenibile e limitato”. Altre caratteristiche da mettere in evidenza per la seduta che chiude la settimana sono il buon incremento dei volumi e la correzione di greggio e oro, accompagnata dalla ripresa del dollaro.

Torna il denaro sui bancari: si va dal +3,1% di Unicredit, tra le poche uscite allo scoperto sulla limitata esposizione in Dubai, al +1,91% del Banco Popolare, +1,48% del Montepaschi, +1,4% di Intesa Sanpaolo e +2,15% di Popolare Milano.

Lievemente indietro gli energetici, penalizzati dalla caduta verticale del greggio che brucia oltre due dollari. Poco brillanti infatti Eni a +0,72% e Saipem a +0,55% ma anche Enel a +0,56% e Snam a +0,53%.


Buon recupero per Fiat: oggetto di pesanti realizzi nella prima metà della seduta, il titolo riesce a chiudere a +2,18% grazie alle dichiarazioni di Montezemolo sull'azionariato Ferrari in cui figura il fondo di sviluppo di Abu Dhabi, paese solido e in situazione molto diversa da quella dell'altro Emirato secondo il manager.

In volata Safilo, che termina in rialzo di oltre 7% alla vigilia della nuova, e presumibilmente ultima, scadenza per la sottoscrizione del bond, in un mercato che sembra convinto della riuscita del salvataggio.

Sugli scudi editoriali come Espresso, star delle blue chip a +4,5% e Mondadori a +3,75%, forti secondo i trader di rimbalzi di natura principalmente tecnica.

Si accentua intanto la ripresa dei cementiferi, con Buzzi Unicem a +3,75% e Italcementi a +1,28%.

Brilla Bulgari a +4,22% dopo la promozione del giudizio Goldman Sachs a buy.

Debole Telecom Italia, a -0,56% all'indomani della decisione Agcom di ridurre di 0,5 euro al mese, retroattivamente da gennaio 2009, il canone che la società chiede per le connessioni in banda larga a clienti e concorrenti.

Eccellente Eutelia a +5,91%, mentre proseguono le proteste dei dipendenti e il ministro dell'Economia ha parlato ieri sera in televisione delle cattiva amministrazione della società.

Volata per Snai, che chiude a +5,65% dopo la conferma di un'offerta vincolate sul core business da parte di due fondi di private equity.




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