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Piazza Affari debole, male Fiat sulle prospettive di Chrysler

20/11/2009
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Piazza Affari archivia in calo una seduta che ha confermato la tendenza negativa del periodo. L’indice Ftse Mib ì ha perso l’1,37%, l’AllShares l’1,31% e il MidCap l’1,16%. Volumi per un controvalore di circa 2,5 miliardi di euro.

Fiat ha lasciato sul terreno il 4,85%, riportandosi a ridosso della soglia dei 10 euro (9,9950 euro il minimo intraday). I trader giustificano la flessione con il report di Ubs, che, pur continuando a vedere valore nel Lingotto, esprime una valutazione peggiorativa dell’equity di Chrysler. Centrobanca, in una ricerca, evidenzia le perplessità sulla raggiungibilità degli obiettivi per il rilancio della casa americana, stimando un valore inferiore per le sinergie fra i due gruppi rispetto a quanto previsto dal piano Marchionne. Male anche la controllante Exor: -3,04%.

Nel corso della visita del ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, al centro ricerche di Orbassano, l’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, ha dichiarato che non tutti gli stabilimenti produttivi di Fiat in Italia potranno essere mantenuti, considerato lo scenario completamente mutato rispetto al periodo storico in cui sono stati creati. “Siamo pronti a discutere con il governo. Ma non si può pensare di difendere tutto e di tenere tutti gli stabilimenti aperti”, ha spiegato Marchionne, precisando che le indiscrezioni circolate sul piano per gli stabilimenti italiani sono in parte veritiere, in parte no. “Aspettiamo di incontrare il ministro, siamo stati piuttosto chiari a giugno nell'incontro con il presidente Berlusconi, c’è poco da aggiungere, ha proseguito, “non si può pensare di difendere tutto e di tenere tutti gli stabilimenti aperti, perché questo non è fattibile in un mondo che è cambiato drasticamente”. Marchionne ha anche commentato le dichiarazioni dei sindacati, secondo cui Fiat avrebbe preso 500 milioni di euro per il contratto di programma siglato con la Regione Sicilia nel 2008 per lo stabilimento Fiat di Termini. “Ho controllato, non c’è nemmeno un euro nelle casse della Fiat, zero. Non abbiamo preso un euro da nessuno, l'accordo di programma è stato ritirato, il governo italiano non l'ha ancora approvato, la Comunità europea lo ha fatto ma non ha pagato niente. Mi dicano dove sono questi soldi che li andiamo a trovare anche noi”, ha affermato Marchione

Nell’automotive, Pirelli ha fatto corsa solitaria, salendo dello 0,99%. La controllante Camfin, sulla quale è in corso un aumento di capitale, è salita dello 0,3%. Nell’ultimo giorno di negoziazione, i diritti di sottoscrizione dell’aumento  sono balzati del 6,02%.

Altra protagonista in negativo della giornata è stata Lottomatica, caduta del 5,04%. Il Tar del Lazio ha annullato il bando di gara per il rinnovo della concessione del Gratta e Vinci. Un trader attribuisce il ribasso di Lottomatica alla decisione del Tar, ma aggiunge che c’è una contraddizione in quanto nelle settimane scorse il titolo scendeva perché (Lottomatica) avrebbe dovuto pagare un upfront fee, che ora non dovrà più versare. Certo, prosegue il trader, “ora bisognerà rifare la gara e le condizioni (per il vincitore) potrebbero essere peggiori”.

Segno meno per le banche: il paniere europeo è arretrato dell’1,46%. A Milano, Intesa Sanpaolo ha ceduto l’1,93%, Banco Popolare il 2,15%, Pop Milano il 2,33% e Mediobanca l’1,71%. In controtendenza Montepaschi, +1,19%. Il presidente, Giuseppe Mussari, ha annunciato che il nuovo piano industriale sarà pronto nei primi 4-6 mesi del 2010.

Deboli le società legate alle costruzioni: Buzzi Unicem è arretrata del 3,92% e Impregilo  dell’1,98%. Prosegue il momento negativo di Mondadori, -3,48%, e STMicroelectronics, -4,16%. Enel, -1,81%, è stata penalizzata dalla decisione di Ubs di tagliarne il rating a neutral da buy. Qualche spunto per i titoli tradizionalmente difensivi: Ansaldo Sts +1,19%, Snam Rete Gas +0,45% e Terna +0,53%.

Fra le small e mid cap, nuova seduta di rally per Acque Potabili (+27,56%) e Mediterranea delle Acque (+11,66%), dopo l’approvazione della legge sulla liberalizzazione dei servizi idrici.

Eurofly è avanzata del 15,33%, dopo l’ok dei cda alla fusione con Meridiana. Bouty Healthcare è balzata del 7,14%: ieri, Ibsa Farmaceutici Italia ha acquistato il 25,84% del capitale da Consilium.

Non si arresta la caduta di Seat, che ha lasciato sul terreno il 7,09%. La società ha pubblicato una nota per precisare che gli analisti finanziari esprimono un target price medio di 0,18 euro. Ieri, Kepler aveva tagliato a zero l’obiettivo di prezzo.




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