
Il nucleare italiano fa gola a molti, ma "parlare di ingresso di nuovi soci è prematuro, ora sono in corso gli studi di fattibilità". Così si è espresso Bruno D'Onghia, presidente di Edf Italia, in merito all'allargamento dell'alleanza fra il gruppo francese ed Enel per il rilancio del programma nucleare, sottoscritto a febbraio.
Comunque, a fronte dell'ingresso di altri soci nel capitale delle società che verranno create ad hoc, Enel ed Edf resteranno soci maggioritari. L'accordo dei francesi con il gruppo italiano prevede la realizzazione di almeno quattro unità Epr, ha sottolineato D'Onghia, oltre alla creazione di joiint venture paritetiche (50/50) per lo sviluppo dei progetti.
Attualmente sono stati avviati gli studi di fattibilità, ha ribadito, e poi si passerà all'esame degli scenari di partecipazione dell'industria italiana. Nessun commento invece su Edison né tanto meno sulle indiscrezioni relative a tensioni interne ai soci del patto di sindacato.
Il gruppo di Foro Buonaparte è infatti controllato pariteticamente dal gruppo Edf e da Delmi (51% A2A) i cui soci industriali vorrebbero rivedere i "pesi" all'interno della catena di controllo di Edison. Nessun commento neppure sul fatto che sarebbe stata firmata nei giorni scorsi una lettera di intenti tra E.On e GdfSuez per la creazione di un secondo consorzio per il nucleare in Italia.
Eni avrebbe deciso per il momento di non far parte di questo consorzio, nonostante il forte pressing politico. Il consorzio franco-tedesco sarebbe alla ricerca di un partner nazionale, con A2A potenzialmente capofila di una cordata di imprese locali. La multiutility, tuttavia, non sarebbe ancora stata contattata dalla cordata francotedesca, pur confermando il proprio interesse per il nucleare in Italia.
Recentemente anche il gruppo americano Westinghouse ha esplicitamente dichiarato di voler entrare nel nucleare italiano a fianco di Ansaldo costruendo un consorzio alternativo a Enel-Edf. Inoltre, secondo MF, ci sarebbe stato un incontro fra Confindustria ed esponenti del ministero dell'industria per parlare di possibili ulteriori interventi per ridurre i prezzi dell'energia elettrica e del gas.
In particolare nel gas potrebbero esserci altre gas release in maggio-giugno, anche di maggiori dimensioni e rivolte a società più piccole. Una notizia quindi negativa per i power generators, quindi per A2A, Enel, Sorgenia e i wholesalers di gas, ovvero Edison ed Eni, per i continui possibili interventi normativi per ridurre i ritorni nel settore.
Al momento A2A cede lo 0,23% a 1,33 euro, Edison perde lo 0,43% a 1,17 euro ed Eni lo 0,23% a 17,15 euro. Mentre Enel è ferma sulla parità a 4,31 euro. Solo ieri Goldman Sachs ha tolto l'azione dalla sua Pan-Europe Conviction Buy List, confermando comunque buy, dopo che il titolo dal 7 agosto (giorno in cui Enel era stata inserita nella lista) ha messo a segno un rialzo del 10,7%. Secondo gli esperti l'azienda sarà in grado di ridurre il suo debito netto e questo potrebbe rappresentare un supporto per un re-rating del titolo. Target price invariato a 5,5 euro.
Francesca Gerosa