
Durante i negoziati su un accordo non vincolante naturalmente tutto resta aperto. Continua a ripetersi il ministro dell'Economia tedesco, Karl-Theodor zu Guttenberg, riferendosi alla vendita di Opel. "Considerando l'urgente situazione finanziaria della compagnia", ha aggiunto, "una soluzione convincente dovrà essere trovata entro l'estate".
Al momento, ha osservato, non c'è una soluzione del genere, ma la situazione non è disperata. Parole che fanno ben capire come alla fine la soluzione con Magna non sia la "più convicente" per il Governo tedesco. La stessa banca russa Sberbank ha messo le mani avanti.
Pur ritenendo "ancora possibile" l'acquisizione di una quota della controllata di General Motors, ha posto un "se": le nuove condizioni devono andare bene alla banca e alla Federazione russa. Lo ha dichiarato German Gref, capo dell'istituto di credito russo, semistatale, in cordata con l'austro-canadese Magna per l'acquisto della casa tedesca.
"Se le condizioni ci soddisferanno, allora si può fare l'affare", ha detto. Di nuove condizioni parla anche il presidente della Banca centrale, Sergei Ignatev: "quanto prospettato sino ad ora ci andava bene, ma adesso è spuntato qualcosa di nuovo".
L'affare si complica dunque e c'è spazio per alternative, come ha ribadito da Berlino anche il portavoce del ministero tedesco dell'Economia, Steffen Moritz: "le trattative per la vendita di Opel tra General Motors e diversi soggetti interessati proseguono e resta da attendere il risultato di queste trattative".
Oltre a Magna e al fondo Rhj International (controllato dalla statunitense Ripplewood), anche Fiat e la società automobilistica cinese Baic sono interessate a rilevare il controllo di Opel. Stando ad alcune fonti vicine alla vicenda questi quattro soggetti presenteranno già nei prossimi giorni delle offerte non vincolanti più dettagliate e migliorate rispetto ai piani iniziali. Il termine per la presentazione delle offerte vincolanti è previsto per il 15 luglio.
D'altra parte è difficile pensare che il Governo tedesco non abbia un piano B in caso di fallimento delle trattative tra General Motors e il fornitore austro-canadese, anche se per gli analisti quest'ultimo è ancora in pole position. E' naturale quindi che gli altri pretendenti si facciano di nuovo avanti, compresa Fiat "la cui offerta è ancora sul tavolo e senza dubbio è quella che ha più senso dal punto di vista industriale, ma sembra essere l'ultima spiaggia per GM".
Non piace perchè non risolve i problemi finanziari della casa americana, e perchè vuole far uscire Opel dalla sfera di General Motors. Oggi in Borsa il titolo Fiat cede l'1,35% a 6,92 euro. Il Cipe, riunitosi oggi a palazzo Chigi, ha stanziato 300 milioni per le aree di crisi Fiat, in particolare gli stabilimenti di Pomigliano d'Arco e di Termini Imerese.
Francesca Gerosa