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Farmaco Lantus pericoloso, Sanofi Aventis crolla a Parigi

26/06/2009
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Sanofi Aventis crolla del 7,45% a 41,14 euro alla Borsa di Parigi in scia alle notizie che indicano che il farmaco Lantus potrebbe essere pericoloso per la salute dei pazienti. Il Lantus, insulina glargine, è un nuovo analogo dell'insulina umana a lunga durata di azione, per il trattamento del diabete sia di tipo 1 che di tipo 2.

Citigroup fa notare che il prodotto, che vale 12 euro per azione sull'intero valore della società, inciderà per il 12,5% sul fatturato del gruppo farmaceutico nel 2010 e per il 22% sull'Ebit. Inoltre la società francese punta a raddoppiare entro il 2012 il fatturato da 2,8 miliardi di euro che il Lantus ha registrato nel 2008.

"Senza contare il Lantus la valutazione di Sanofi Aventis è di 38 euro per azione sulla base di un P/E pari a 10 volte, 45 euro su base DCF, contro un target a 50 euro", si legge nella nota di Citigroup che ha comunque mantenuto il rating buy e il target, pur ammettendo che in assenza di chiarimenti sui rischi del farmaco l'azione soffrirà in Borsa.

Invece Morgan Stanley ha tagliato il giudizio su Sanofi a equal-weight da overweight alla luce del dibattuto in corso tra i diabetologi sui rischi di cancro che potrebbero essere connessi a insuline analoghe al Lantus. Solo ieri il gigante farmaceutico francese aveva comunicato la buona notizia di aver iniziato la produzione in larga scala del vaccino contro la nuova influenza A/H1N1.

Sul fronte italiano è da monitorare anche Recordati (-0,57% a 4,355 euro) perché il Governo italiano potrebbe decidere di tagliare il tetto alla spesa farmaceutica in Italia, misura contro la quale si oppone Farmindustria evidenziando la possibilità di indurre un risparmio per il servizio sanitario nazionale molto più consistente attraverso un corretto utilizzo dei farmaci.

"Un nuovo taglio ci sembrerebbe anche difficilmente giustificabile alla luce del rispetto del budget della spesa farmaceutica", osserva un analista. Le ipotesi di piano di Recordati tengono conto di possibili tensioni fisiologiche sul prezzo dei farmaci. "Peraltro questa ipotesi dimostra la corretta strategia di diversificazione internazionale perseguita dal management. L'Italia pesa oggi il 30% delle vendite farmaceutiche di Recordati".

Francesca Gerosa




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