
Lo scandalo legato alla frode del secolo, targata Madoff, (nella foto) ha portato l’Authority finanziaria del mercato austriaco a nominare un supervisore del Consiglio di amministrazione di Bank Medici. A renderlo noto è stata una fonte della stessa Consob austriaca.
Il significato di questa nomina è abbastanza eloquente: la banca non potrà più prendere importanti decisioni senza l’avvallo dello Stato austriaco. La decisione di Vienna di commissariare Bank Medici è stata presa dall'autorità finanziaria austriaca (Fma) alla luce ''dei rischi che l'istituto possa non rispettare gli obblighi nei confronti dei creditori, in particolare nella gestione dei fondi''.
Quello dell’istituto fondato da Sonja Kohn, e controllato al 25% da Bank Austria (Gruppo Unicredit), rappresenta il primo caso a livello mondiale in cui un governo è intervenuto in soccorso di una banca colpita dal crack Madoff. Il finanziere americano, in passato presidente del Nasdaq, ha causato un buco a livello mondiale di circa 50 miliardi di dollari.
Prima di oggi i vertici di Bank Medici si erano detti disposti a collaborare completamente con le decisioni dell’Authority. "L’istituto coopererà con il supervisore nominato dal governo e prenderà tutte le misure necessarie a garantire la massima trasparenza e la maggior efficienza possibile per uscire dell’attuale situazione", era stato comunicato ricordando come comunque la banca rimanesse solida e potesse contare su un’adeguata liquidità. Nelle prossime settimane verrà presentato un nuovo business model.
Che vi sia da rivedere il modello è fuori discussione. Questo mese l'Ad di Bank Medici, Peter Scheithauer (dimessosi oggi come Werner Tripolt, componente del Cda), aveva infatti confermato che i clienti della private bank austriaca, che aveva 2,5 miliardi di euro di patrimonio amministrato a fine settembre e 25 impiegati, avevano investito 2,1 miliardi di dollari in due fondi: Herald Usa Fund e Herald Luxemburg Fund, gestiti da Madoff. Per ora però non è dato sapere l'esatto ammontare delle perdite.
Il collasso del finanziere americano ha dunque trascinato con sè gli investimenti dei facoltosi clienti della Bank Medici. Il problema per la banca, oltre all’inevitabile danno d’immagine, è rappresentato dal fatto che il 70% dei profitti dell’istituto viennese era legato proprio alle commissioni sugli investimenti sui fondi.
Lo stretto legame tra la Bank Medici e l’ex numero uno del Nasdaq è giustificato dalla relazione tra Sonja Kohn e lo stesso Madoff fin dalla permanenza della signora austriaca a New York, negli anni '80. La Kohn era riuscita in quegli anni a trasformare una piccola banca in un attore prestigioso di private banking molto apprezzato a Vienna, Europa dell'Est e Medio Oriente. Ora, dopo il danno, resta da vedere se il commissario straordinario sarà in grado di gestire la situazione di emergenza, cercando di proteggere il patrimonio dei propri facoltosi clienti.
Riccardo Designori