
Le chiusure dei carry trade mettono in crisi il turismo giapponese. Secondo le statistiche ufficiali del governo nipponico, il numero dei visitatori stranieri in Giappone è crollato per il terzo mese consecutivo in ottobre, in rapporto allo stesso periodo dell'anno scorso, riflettendo l'impatto della crisi mondiale e l'apprezzamento dello yen sui viaggi di piacere e di business.
In ottobre, 739.100 stranieri (turismo e business) hanno varcato le frontiere dell'arcipelago nipponico, contro i 785.207 durante lo stesso mese del 2007, ossia un ribasso del 5,9% su un anno. “Anche se i visitatori con provenienza da Hong Kong, Thailandia, Singapore e Francia sono stati più numerosi che mai nel mese di ottobre , questo non ha compensato il forte ribasso delle entrate sud coreane, cinesi, americane e taiwanesi che generalmente sono i più numerosi a soggiornare in Giappone”, ha spiegato l'Organizzazione del turismo (Jnto).
“La recessione economica che ha colpito molti paesi, la riduzione delle spese al consumo, il forte apprezzamento della moneta giapponese, la diminuzione del numero di voli e di posti disponibili su alcune linee aeree combinata alla sovrattassa petrolifera applicata sui biglietti aerei sono tutte ragioni che hanno pesato negativamente”, ha dichiarato la Jnto.
In realtà, la ragione valutaria ha inciso molto di più rispetto alle altre cause. La divisa giapponese infatti è passata da 170 yen (per un euro) di inizio agosto, agli attuali 123 yen apprezzandosi di conseguenza di quasi il 30% . Questa risalita è da imputare alla chiusura delle posizioni di carry trade da parte dei grandi investitori istituzionali.
Questo tipo di operatività infatti prevede l'indebitamento in paesi con un tasso d'interesse molto basso (come quello nipponico), per poi investire in paesi che prevedono un costo del denaro più alto (come l'Europa). Con l'avvento della crisi economica, gli investitori hanno deciso di chiudere le posizioni riportando i loro investimenti in yen e facendo di conseguenza apprezzare la moneta.
Sui primi dieci mesi del 2008, il numero di stranieri che hanno soggiornato in Giappone resta comunque più importante dell'anno passato, grazie a un primo semestre positivo, con 7,284 milioni di entrate registrate tra gennaio e ottobre (+4,3% su un anno). Inversamente, i giapponesi, solitamente avidi di scoprire il mondo, nel 2008 sono rimasti a casa loro. La Jnto, ha infatti contabilizzato 1,343 milioni di uscite dal territorio in ottobre (-9,5% su un anno) e 13,47 milioni da inizio anno, equivalenti ad un milione in meno (-7%) rispetto ai primi dieci mesi dell'anno 2007.
Emerick de Narda