Débacle di Italcementi, finita in fondo al listino milanese (cede il 5,22% a 14,21 euro) con scambi che hanno raggiunto l'1,6% del capitale. A penalizzare le quotazioni, è tanto la trimestrale, quanto il taglio della guidance per l'esercizio 2007.
Italcementi ha infatti annunciato che nell'esercizio in corso saranno conseguiti "risultati operativi lievemente inferiori a quelli molto positivi nel 2007" a fronte di previsioni che in occasione della semestrale parlavano di "risultati operativi in linea con quelli del 2006".
E se le attese deludono, non si può certo trovare conforto nel consuntivo. Nei primi nove mesi, la società della famiglia Pesenti ha segnato una crescita del fatturato a 4.613 milioni (+5%), con tendenze positive in tutte le aree geografiche ad eccezione del Nord America.
Tuttavia, nello stesso periodo, "la dinamica dei ricavi unitari non ha permesso di assorbire l'intero incremento dei costi operativi in particolare energetici, dei trasporti e del personale", generando quindi una contrazione del margine operativo lordo corrente a 1.105 milioni (-2,3%) e del risultato operativo a 786,3 milioni (-5%) principalmente a causa della contrazione dei risultati in Nord America e Egitto (penalizzati anche da uno sfavorevole effetto cambio) e in Italia.
L'utile netto consolidato del periodo gennaio-settembre 2007 ha inoltre registrato una flessione a 466 milioni, -11,2% rispetto ai livelli record dello scorso anno. L'utile di competenza del gruppo è stato di 315 milioni (-10,7%). Conti in rosso, dunque, ma non solo, persino peggiori delle attese.
"La sorpresa negativa", spiega Euromobiliare sim, "è a livello di Ebitda, a cui si sono aggiunti maggiori oneri finanziari e un maggiore tax-rate, che si è riflessa anche in termini di bottom line con utile netto di 106 milioni contro i 132 milioni stimati per il terzo trimestre".
Peggiore delle attese anche la posizione finanziaria netta, "anche se la differenza è da ricondurre principalmente a maggiori investimenti industriali". Rating invariato a hold (tenere) con prezzo obiettivo di 21 euro. "I risultati del trimestre sono un segnale del deterioramento dei volumi e del profitto soprattutto in alcune zone come l'Italia, mentre dimostrano il buon contesto nel quale si muove il prezzo del cemento",affermano a Cheuvreux.
"Preferiamo non modificare le nostre stime", proseguono gli analisti della banca d'affari che su Italcementi mantengono il rating di underperform (sottoperformerà) con target price a 20,30 euro. "Il titolo tratta a multipli inferiori rispetto ai competitor: 4,6 volte l'Ev/Ebitda 2008, contro le 7,5 volte di Holcim e le 6,1 volte di Lafarge".
Niente paura, frena invece un noto intermediario milanese. "Non crediamo questo sia un dato preoccupante in quanto conferma alcune delle nostre ipotesi che per alcuni casi come gli Usa si dimostrano già molto pessimistiche". Il titolo sconterebbe già uno scenario molto negativo e "pertanto confermiamo la nostra raccomandazione di outperform e il target di 20 euro".
"In queste ultime trimestrali i mercati, soprattutto quelli maturi con l'eccezione della Francia, stanno mostrando un rallentamento, mentre i mercati emergenti continuano a crescere a ritmo molto veloce con una eccezione, che è la Thailandia", ha detto il Dg di Italcementi, Rodolfo Danielli, aggiungendo che "dall'Oriente è arrivato un contributo di rilievo dall'India nel primo semestre e dalla Cina nel terzo trimestre, grazie al consolidamento di Fuping Cement dallo scorso luglio".
Il mercato d'oltralpe, infatti, non ha deluso anche se la controllata Ciments Francais, forte nel secondo trimestre, ha registrato un calo nel terzo trimestre con un utile netto di 152 milioni (-12% anno si anno). Tuttavia "è l'unico Paese in cui vedo una crescita dei volumi nel 2007 rispetto al 2006, per quanto concerne i mercati maturi", ha fatto sapere Danielli.
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