ROMA (MF-DJ)--Poteva il presidente del Consiglio, Romano Prodi, non
sapere dei piani di riassetto di Telecom Italia? E' questa la domanda che
in molti si pongono alla luce delle vicende delle ultime ore.
Oggi uno dei suoi piu' stretti collaboratori a Palazzo Chigi, Angelo
Rovati, dalla Cina si e' affrettato ad assumersi tutte le resposabilita'
del "piano Telecom", che prevedeva lo spin off della rete per metterla al
riparo da possibili scalate, pubblicato stamane da due dei principali
quotidiani italiani. Rovati non solo si e' assunto la responsabilita' ma
ha escluso ogni coinvolgimento del premier. Perche' ha agito allora? A suo
dire ha scritto e sottoposto il piano al presidente di Telecom, Marco
Tronchetti Provera, "come cittadino e come utente" perche' "la cosa che mi
sta a cuore e' che la rete pubblica sia tutelata da possibili incursioni".
Prodi quindi, secondo la sua versione dei fatti, non sapeva del piano
sullo spin off. Cosi' come non sapeva dei piani di riassetto del gruppo di
telefonia a cui Tronchetti Provera stava pensando. Pur avendolo incontrato
per ben due volte in meno di due mesi (il 19 luglio a Palazzo Chigi e il 2
settembre a Cernobbio). In particolare, a non convincere e' il fatto che
nell'incontro a Palazzo Chigi, Prodi aveva chiesto espressamente al
presidente di Telecom che "il controllo" della societa' rimanesse, dopo il
riassetto, "in mano italiana". Una garanzia, quest'ultima che e' alla base
anche del progetto presentato da Rovati.
Come avrebbe potuto Prodi chiedere a Tronchetti Provera garanzie sul
controllo italiano del gruppo di Tlc, senza offrirgli una contropartita,
cioe' la possibilita' di cedere Tim? Come avrebbe potuto Rovati, oltre che
consigliere amico di lunga data del premier, a cui sono state finanche
affidate le casse elettorali, agire di sua iniziativa da semplice
"cittadino" senza metterne a conoscenza Prodi? E con quale autorita'
avrebbe potuto Rovati stilare un progetto che prevedeva l'ingresso
nell'operazione della Cassa Depositi e Prestiti? Da sempre il Governo ha
manifestato la volonta' di tutelare la rete telefonica come "bene
pubblico". Questo e' uno dei punti contenuti anche nel programma
elettorale dell'Unione. A queste e molte altre domande e contraddizioni il
premier dovra' rispondere con ogni probabilita' al Parlamento al suo
ritorno dal suo viaggio in Cina.
gug
(fine)
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