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Capitalia volatile nel giorno dei conti, Ripa di Meana si è dimesso

23/02/2007

Seduta volatile per Capitalia in Borsa nel giorno in cui sono stati illustrati i conti sul 2006 da Matteo Arpe, ieri confermato alla guida dell'istituto romano. Ora il titolo cede lo 0,59% a quota 6,855 euro e, dopo una buona partenza (7,01 euro il top intraday), più volte ha cambiato segno. Ora prevalgono le prese di beneficio, anche per la forte corsa della vigilia. I conti infatti si sono rivelati buoni, ma, se la crisi in seno ai vertici di via Minghetti sembrava risolta con la pace raggiunta tra Arpe e il presidente Cesare Geronzi, poco fa c'è stato un altro colpo di scena.

LE DIMISSIONI DI RIPA DI MEANA

Vittorio Ripa di Meana si è dimesso da presidente del patto di sindacato di Capitalia. Un risvolto che comunque non si può proprio definire un fulmine a ciel sereno dopo la lettera di Arpe pubblicata ieri su Il Sole 24 Ore. I toni dell'avvocato non sono stati dei più pacati: "in tale lettera vengono rivolte gravi censure al comportamento da me tenuto quale presidente del patto di sindacato e si afferma che le mie azioni sarebbero state gravemente pregiudizievoli del ruolo e della carica ricoperte dal dottor Arpe".

"Io so bene", continua Ripa di Meana, "che l'immensa opinione che ha di se il dottor Arpe lo induce compulsivamente a considerare suoi avversari tutti coloro che non sono disposti ad inginocchiarsi dinanzi a lui e gli fa altresì ritenere di avere il diritto di insultare e diffamare tali presunti avversari. Peraltro io non sono disposto ad accettare passivamente accuse tante infondate quanto cervellotiche e desidero quindi sottolineare che ritengo di aver svolto anche in questi giorni il mio compito in modo scrupoloso e corretto".

Le dimissioni del presidente del patto di sindacato non sono tuttavia irrevocabili. Ripa di Meana "sarebbe lieto" se i soci gli confermassero la loro fiducia. "Non c'è alcun problema tra me e il patto, rimetto il mio operato al giudizio dei soci", precisa Ripa di Meana, chiarendo che la decisione è stata presa oggi proprio alla luce degli sviluppi di ieri. E se per il presidente del patto la pace stretta tra Arpe e Geronzi si è tradotta in un modifica dei criteri di governance all'interno del gruppo, non la pensa allo stesso modo l'Ad.

Matteo Arpe, che solo poche ore fa si era detto ottimista che quanto accaduto negli ultimi 5 giorni "sia alle spalle", ha detto che le cose più importanti sono la banca e i principi: "i numeri vi fanno capire qual è il valore della banca, queste sono cose reali, di interesse superiore, prima di tutto la banca. Quanto ai principi poi è stato fondamentale difendere fino alla fine il nostro modo di operare, la correttezza, l'etica del management. Queste due cose, la banca e i principi, sono stati gli elementi chiave, le pietre miliari di ciò che abbiamo fatto e faremo. Questa è una garanzia verso il mercato ed è un impegno verso la banca e i dipendenti".

IL 2006 UN ANNO DA RECORD

Così, come ha esordito l'Ad davanti alla comunità finanziaria in occasione della presentazione dei risultati raggiunti dal gruppo nel 2006, "ora parliamo di cose vere": Capitalia ha chiuso l'ultimo esercizio con un utile netto di 1,162 miliardi, in crescita del 12%. Proposto un dividendo a 0,22 euro per azione in crescita rispetto ai 0,2 euro dello scorso anno (pay out pari a circa il 50%). I ricavi totali dell'istituto sono stati pari a 5,533 miliardi con un aumento del 7%. Il bilancio approvato quest'oggi, definito da record, mette poi in evidenza come il margine di interesse sia stato pari a 2,838 miliardi, con un progresso del 12%, mentre le commissione, salite del 3%, hanno toccato quota 1,723 miliardi.

Mentre ammonta a oltre 200 milioni di euro la plusvalenza potenziale del portafoglio titoli, che comprende anche un residuo di 0,93% del capitale di Fiat. Alla fine dello scorso anno, infatti, Capitalia possedeva 10.199.351 azioni dopo averne cedute 31 milioni nel 2006. "Siamo ancora azionisti di Fiat, ovviamente siamo molto soddisfatti della performance, il che vuol dire che abbiamo ancora una riserva di valore nel nostro portafoglio nel futuro", ha spiegato Arpe. La partecipazione di Capitalia in Mediobanca è invece di "importanza strategica, ma lo è anche in termini di valore assoluto", ha aggiunto sempre Arpe.

A detta di Intermonte (outperform e target price a 7,7 euro), i numeri della banca sono stati superiori alle previsioni e al consensus, grazie al buon andamento della gestione caratteristica oltre che di alcuni proventi straordinari. Soddisfazione espressa anche da parte di RasBank (neutral e target a 6,8 euro), soprattutto per i forti ricavi.

TARGET 2007 CONFERMATI

Per quanto riguarda l'esercizio in corso, Capitalia conta di realizzare una crescita dei ricavi in linea con quelli del 2006 e di proseguire "su alti livelli nella rettifiche di valore, mentre il flusso di Npl (crediti in sofferenza, ndr) continuerà a diminuire". Confermati quindi tutti i target per il 2007, mentre sono state lanciate 5 iniziative per sostenere la crescita.

La prima iniziativa riguarda Delta 2 che da "nuovo modo di fare banca" diviene un brand commerciale. Si può poi far leva sul fatto che l'obiettivo da piano industriale di 110 nuovi sportelli per il 2006 è stato raggiunto. E' stata migliorata la distribuzione geografica della rete sul territorio e incrementata la presenza nelle regioni settentrionali. Grazie alle nuove aperture il gruppo può contare oggi su più di 2.000 sportelli.

Ancora, la vendita di obbligazioni di terzi è cresciuta, a gennaio 2007, di quasi 4 volte rispetto alla media mensile del 2006. Inoltre sono stati buoni i risultati raggiunti nel 2006 nello Small Business del segmento Retail, mentre in quello Corporate sono stati lanciati diversi nuovi prodotti allo scopo di sostenere lo sviluppo delle piccole e medie imprese. Tutte indicazioni, così come l'andamento del 2006, che hanno hanno fatto incassare ad Arpe l'applauso della comunità finanziaria.

STRATEGIE DI CRESCITA: FOCUS RESTA SU QUELLA INTERNA

Ora restano solo da chiarire le strategie future che la banca romana deciderà di seguire nella politica di alleanze e aggregazioni. "E' importante esaminare opzioni di crescita esterna in Europa e in Italia", ha ribadito l'amministratore delegato di Capitalia, che tuttavia non crede che la crescita interna sia alternativa a quella esterna. Il management, ha precisato, per il momento "resta concentrato" sui compiti dettati dalla crescita interna, malgrado l'incalzare del processo di consolidamento del settore bancario in Italia.

A detta di Euromobiliare (hold e target a 6,8 euro) dall'esito dello scontro con Arpe, il presidente Geronzi ne è uscito "indebolito" e le probabilità di un'operazione non favorevole al mercato come quella sostenuta da Geronzi (fusione con Mediolanum) diminuiscono. E se "Abn secondo noi non è in condizione di lanciare un'opa su Capitalia visto che lei stessa è considerata un target ed è sotto pressione da parte di alcuni azionisti, vediamo in vantaggio Bsch".

In merito ai rapporti con l'istituto spagnolo Santander, che di recente ha affermato di possedere una partecipazione in Capitalia e che, secondo voci, potrebbe aumentare la propria partecipazione in via Minghetti, lo stesso Arpe ha detto che "ho un ottimo rapporto personale con il presidente Emilio Botin, ci siamo incontrati in un colloquio a due, lo stimo molto, ma non vi dirò mai i contenuti del colloquio''. No comment, invece, sullo stato dei rapporti con il socio Abn o sulle voci di aggregazioni con Unicredit o Mediobanca.

Antonella Marseglia




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