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13/09/2012 14.35

caldissime

Atlantia ed Eni confermate nei Dow Jones Sustainability Indexes

di Francesca Gerosa




Atlantia ed Eni confermate nei Dow Jones Sustainability Indexes
Per la quarta volta consecutiva Atlantia è stata selezionata all'interno del Dow Jones Sustainability World Index e del Dow Jones Sustainability Europe Index, gli indici che includono le migliori imprese al mondo secondo criteri ambientali, sociali e di governance.

"La riconferma di Atlantia negli indici Dow Jones Sustainability", ha dichiarato l'ad, Giovanni Castellucci, è un grande riconoscimento internazionale per il gruppo e testimonia l'efficacia della nostra azione in settori strategici come la sicurezza sulle strade e nei luoghi di lavoro, la tutela dell'ambiente e la riduzione degli impatti sul territorio, l'attenzione al cliente e alla qualità del servizio, lo sviluppo del capitale umano, la correttezza e la trasparenza nel dialogo con gli stakeholder".

Il gruppo è stato valutato come una delle realtà più performanti a livello mondiale nel settore dei trasporti e delle infrastrutture, ottenendo il massimo punteggio nelle aree fuel efficiency, operational eco-efficiency e human capital development. E' invece il sesto anno consecutivo per Eni nel Dow Jones Sustainability World Index.

Eni ha anche ricevuto il riconoscimento del Carbon Performance Leadership Index 2012 (CPLI) del Carbon Disclosure Project. Unica azienda appartenente al settore energetico selezionata, Eni è stata scelta per l'impegno assunto nella riduzione delle emissioni di gas serra e per la mitigazione dei rischi di cambiamento climatico.

Il Carbon Disclosure Project è un'organizzazione internazionale non-profit, che rappresenta 655 investitori istituzionali internazionali. Quest'anno il Carbon Performance Leadership Index è costituito da 33 aziende internazionali selezionate da PwC per aver mostrato strategie ben definite in tema di cambiamenti climatici e riduzione delle emissioni.

A Piazza Affari, mentre Eni si limita a un +0,11% a 17,93 euro, Atlantia scende dell'1,10% a 12,53 euro dopo che nei giorni scorsi ha beneficiato sia del restringimento dello spread Btp/Bund grazie alla decisione della Bce di acquistare titoli di Stato illimitati dei Paesi in difficoltà sia dei dati sul traffico, migliorato nei mesi dell'esodo estivo dal -7,5% del secondo trimestre a -5,9%.

Rimane l'incertezza sui prossimi mesi e su tutto l'anno è ragionevole un calo del 7% in linea con la stima di Equita del -6,7%. Sul 2013 la visibilità è bassa: il traffico è atteso piatto/leggermente negativo (Equita stima +0,5%). Il piano di capex (spesa per investimenti) potrebbe subire degli slittamenti a causa della burocrazia per le autorizzazioni (per il passante di Genova e lo spostamento della tangenziale di Bologna manca la decisione delle autorità locali).

La curva di incremento dei capex nei prossimi anni potrebbe essere meno accentuata (si prevede un incremento oltre i 2 miliardi dal 2017) permettendo maggiore flessibilità sul leverage del gruppo (atteso a 4,2 volte il debito/ebitda) e aumentando la visibilità sul dividendo di Atlantia. Unico rischio sarebbero i minori incrementi tariffari se slittasse il Passante di Genova. L'incremento del dividendo del 5% nel 2013 dovrebbe essere confermato.

Il dividendo di Atlantia è considerato dagli analisti il principale driver della performance del titolo in questa fase di contrazione dei rendimenti dei titoli di Stato decennali italiani. Dopo il recente rally (+22% negli ultimi due mesi) il titolo tratta con uno yield del 6% in linea col settore.




 
 



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