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19/04/2013 12.20

caldissime

Eni, messaggi incoraggianti su divisione chimica

di Francesca Gerosa




Eni, messaggi incoraggianti su divisione chimica
Messaggi incoraggianti da Enisullasua divisionechimica. Ieri il colosso oil ha tenuto un incontro con gli analisti dedicato alla società del gruppo che opera nella chimica, Versalis. Sono stati confermati i target della divisione già annunciati con il piano industriale che vedono un risultato operativo vicino al breakeven nel 2016 e pari a circa 300 milioni nel 2016-2017 dai -485 milioni del 2012.

Sono stati ribaditi gli investimenti complessivi nei prossimi quattro anni pari a 2 miliardi e la ristrutturazione basata su tre linee guida: riconversione dei siti critici (Porto Torres, Priolo e Porto Marghera in Italia); concentrazione sui prodotti a maggiore valor aggiunto; incremento della presenza nei mercati a forte crescita, principalmente nel Far East. La riconversione dei siti di Porto Torres, Priolo e Porto Marghera, tre impianti che negli ultimi anni hanno generato mediamente una perdita di circa 200 milioni di euro l'anno, è sicuramente la decisione più apprezzata dagli analisti.

"Per Porto Torres, che perde circa 70 milioni di euro l'anno, gli investimenti stimati sono pari a circa 500 milioni, con un esborso per Eni pari a circa 100 milioni, mentre per Priolo, che perde 100 milioni di euro l'anno, il gruppo mette sul piatto circa 400 milioni di euro", osservano gli analisti di Intermonte secondo cui il piano di riconversione permetterà a Versalis di migliorare significativamente il mix dei prodotti, con i ricavi derivanti da quelli a maggior valore aggiunto che passeranno dagli attuali 2 miliardi a 3,5 miliardi di euro, ovvero il 51% del totale.

Anche gli analisti di Banca Akros (buy e target price a 22,50 euro confermati su Eni) hanno accolto con favore la presentazione di ieri su Versalis dato che ha fornito una maggiore visibilità e messaggi incoraggianti sul turnaround che Eni sta cercando di portare avanti. Vale però la pena notare che "il processo di razionalizzazione drenerà 2 miliardi di euro di investimenti nel corso del 2013-2016 su un piano di capex totale di Eni di 56,8 miliardi di euro. Per questo motivo riteniamo che il focus non sia tanto su Versalis, quanto sul business E&P, sulla sua crescita e sui ritorni promettenti legati allo sviluppo di nuovi campi".

A conti fatti, gli esperti di Banca Imi si aspettano un ritorno sui 2 miliardi di euro di investimenti (Roi) di circa il 25%. A ristrutturazione completata, nel 2017-2018, il Roi sugli asset totali sarà vicino al 6%. In ogni caso, anche se il business plan è convincente, "non ci aspettiamo che abbia un riflesso concreto sul titolo Eni dato che l'effetto positivo sui dati finanziari dovrebbe materializzarsi solo alla fine del piano industriale", hanno precisato gli analisti di Banca Imi (add).

Tuttavia, "anche se l'impatto della ristrutturazione del business chimico è limitato sui dati consolidati di Eni, il turnaround di questa divisione potrebbe essere visto come un ulteriore passo del gruppo per diventare un puro player E&P con la potenziale uscita dal business downstream una volta che il turnaround sarà implementato", prevedono gli analisti di Mediobanca che su Eni ribadiscono il rating outperform e il target price a 22,2 euro. In borsa l'azione sale dell'1,7% a 17,57 euro.