Milano Finanza
Giovedì 24 Luglio 2014 - Ore 14:24



NEWS

15/10/2012 14.35

caldissime

Semaforo verde a Hera-Acegas, porta aperta per Iren




Semaforo verde a Hera-Acegas, porta aperta per Iren

Via libera dell'assemblea dei soci di Hera all'operazione che, attraverso l'incorporazione di Acegas-Aps, porterà alla nascita di un campione nazionale dell'energia elettrica. A favore della fusione si sono espressi azionisti titolari di 862.445.638 azioni, pari al 99,96% del capitale sociale. Astenuto lo 0,002%, contrario lo 0,03%.

Il nuovo conglomerato dell'energia potrà contare su un valore della produzione superiore a 4,5 miliardi di euro, un ebitda di oltre 750 milioni e un utile netto intorno a 140 milioni. Sarà inoltre il principale player italiano del trattamento rifiuti, lavorando complessivamente 5,4 milioni di tonnellate/anno, superando A2A che ne lavora 3,5 milioni/anno.

"Le aggregazioni sono una delle leve di crescita e ogni volta che si riproporrà una situazione idonea, ci riproveremo", ha commentato il presidente di Hera, Tomaso Tommasi di Vignano, lasciando intendere che c'è spazio per analoghe operazioni anche in futuro. "Nella vita tutto è sempre possibile. Al momento ci è però parso che una fusione con Acegas-Aps fosse più consona", ha aggiunto in merito a un'eventuale futura aggregazione con A2A e Iren.

"Non possiamo autoescluderci da futuri processi di crescita tramite aggregazioni, anche se non si vive di solo M&A. Comunque", ha proseguito Tommasi, "non abbiamo al momento altri traguardi se non quello di fare un po' di lavoro sul perimetro di questa nuova operazione. Il settore delle utility resta ancora esageratamente frammentato il che non è un bene. Ci troveremo a competere con grandi player esteri di dimensioni ragguardevoli".

Il presidente dell'utility ha peraltro ricordato che Hera è stata in passato molto corteggiata. "C'erano anche altre opportunità. Alcune importanti, ma non aderenti al nostro portafogli. E soprattutto, non avevano la capacità di entrare con noi in un progetto che salvaguardasse la nostra natura".

Nell'immediato, quindi, il focus resta sull'operazione con Acegas che, a detta di Daniele Manca, presidente del patto di sindacato di Hera e sindaco di Imola, "ci permette di rafforzarci senza produrre nuovo debito e affrontare nuovi settori liberalizzati salvaguardando occupazione, aspetto non da poco in un contesto di contrazione economica".

Non appena sarà effettiva la fusione, l'ex ad di Generali, Giovanni Perissinotto, e l'attuale ad di Acegas-Aps, Cesare Pillon, entreranno a far parte del cda di Hera. L'ingresso dei due manager è stato proposto rispettivamente dai Comuni di Trieste e Padova, soci di controllo di Acegas-Aps e la candidatura è stata approvata dall'assemblea con 732.958.407 voti favorevoli (86,57%).

Anche l'Autorità per la Concorrenza ha dato il via libera all'integrazione. Non ha quindi avviato l'istruttoria in quanto non determina la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante sui mercati interessati tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza. L'operazione avviene tramite emissione di nuove azioni di Hera a favore del Comune di Trieste e del Comune di Padova, sulla base di un rapporto di cambio con le azioni Acegas.

A seguito di tale incorporazione, il Comune di Trieste e quello di Padova deterranno ciascuno il 5,7% circa delle azioni Hera. Poi Hera lancerà un'offerta pubblica di acquisto e scambio sul capitale di Acegas Aps non controllato da Acegas, a seguito della quale verranno emesse nuove azioni Hera. Al termine, l'unico azionista di Hera con una quota superiore al 10% sarà il Comune di Bologna.

A Piazza Affari il titolo Hera avanza dello 0,71% a quota 1,285 euro, mentre Iren segna un -0,11% a 0,45 euro e A2A un +0,96% a 0,4013 euro. "Non escludiamo che un dialogo tra Hera e Iren possa riaprirsi in futuro, anche se non in tempi brevi", affermano gli analisti di Intermonte che sul titolo Hera mantengono il rating outperform e il prezzo obiettivo a 1,50 euro.