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20/09/2012 11.10

caldissime

Pmi Eurozona cala a sorpresa, si stabilizza in Germania

di Ilaria Ammendola




Pmi Eurozona cala a sorpresa, si stabilizza in Germania
Continua ad andar male l'indice pmi dell'area euro, nonostante la politica più aggressiva della Bce sull'acquisto di bond. L'indice dei direttori acquisti (Pmi) dell'Eurozona a settembre ha segnato un calo a sorpresa, attestandosi a 45,9 da 46,3 di agosto contro le attese a 46,6. Fra le componenti dell'indice complessivo è andata meglio del previsto la manifattura (46,0 contro 45,5 atteso) mentre hanno deluso i servizi (46,0 contro 47,5 atteso).

Gli indici Pmi preliminari dell'Eurozona di settembre hanno confermato che l'economia dell'area euro rimane in recessione, nonostante i segnali di stabilizzazione in Germania. Ing spera che il recente intervento delle Banche centrali avrà effetti positivi sull'economia reale di tutto il Vecchio Continente, favorendo un recupero nel quarto trimestre del 2012.

Tuttavia, secondo la banca d’affari, le misure di austerità attuate da alcuni Paesi dell'Eurozona, potrebbero rendere difficile il recupero. "Un indebolimento dell'euro, attraverso un taglio dei tassi da parte della Bce, sembra essere necessario per riportare l'area euro sul sentiero della crescita economica", hanno spiegato gli esperti. L’indice ha deluso anche Unicredit che si aspettava un modesto miglioramento a settembre.

Secondo Chris Williamson, capo economista di Markit, nonostante le attese per una ventata di ottimismo la fiducia sembra che sia addirittura peggiorata, con le aziende che sono diventate più pessimiste rispetto al 2009 a causa degli ostacoli che derivano da una crescita globale più lenta. Questa negatività si riflette anche sull'occupazione che si riduce al tasso più rapido dal gennaio del 2010.

Se in Germania la situazione è migliorata, in Francia è peggiorata molto. In Germania l'indice complessivo è salito da 47 a 49,7, il top da aprile, quello manifatturiero è avanzato da 44,7 a 47,3 e quello dei servizi è salito da 48,3 a 50,6, sopra i 50 punti. In Francia, invece, l'indice complessivo è arretrato da 48 a 44,1 punti, quello manifatturiero è sceso da 46 a 42,6, il minimo da 3 anni e mezzo e quello servizi è diminuito da 49,2 a 46,1 punti.

Secondo Ing, questi dati fanno sperare che la contrazione del settore manifatturiero tedesco possa essersi fermata. Inoltre dopo il dato negativo di agosto, in Germania l'indice Pmi manifatturiero preliminare di settembre è salito sopra le attese ai massimi da 6 mesi e, secondo un economista di una banca italiana, questo settore potrebbe aver beneficiato dell'indebolimento dell'euro di agosto.

Con riferimento alla Francia, non è chiaro se il peggioramento sia dovuto alle notizie interne sfavorevoli, inclusi gli ultimi sviluppi fiscali e del mercato del lavoro. A settembre infatti sono crollati i payroll e le imprese francesi sono state costrette a effettuare tagli al personale. Tuttavia, per gli esperti di Bnp c'è spazio per un recupero il mese prossimo, visto il rimbalzo negli altri Stati e le novità del piano anti crisi della Bce.

"La luna di miele politica tra il presidente, Francois Hollande, e i suoi elettori sembra essere finita", in quanto dopo tre mesi, l'Eliseo "dovrà scegliere se sostenere la competitività francese o mantenere un forte consenso elettorale", osservano a Ing. A fine settembre il governo presenterà il piano di bilancio per il 2013 e le società francesi sono molto preoccupate delle possibili misure di austerità.

La borsa di Milano si era ripresa leggermente, ma il dato poco confortante ha prevalso sul buon esito dell'asta spagnola tant'è che è tornata a cedere oltre un punto percentuale confermandosi così la peggiore piazza d'Europa. Madrid arretra dello 0,5%, Londra dello 0,65%, Parigi dello 0,76%, Francoforte dello 0,42%. L'euro scambia a 1,294 sul biglietto verde. Anche gli spread si trovano nella parte centrale del range di variazione di oggi, il differenziale tra Btp Bund si colloca a 338 punti base, mentre quello calcolato sui Bonos a 414 punti base.