MIFI Personal

Numero 039  pag. 90 del 23/2/2013

Salute

Prostata Ko in un lampo

Allo Ieo terapia di 5 giorni testata su 10 pazienti

di Cristina Cimato     

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Una settimana lavorativa e il tumore alla prostata potrebbe essere solo un ricordo. Questa prospettiva di forte impatto ha rappresentato il motore del percorso terapeutico nell'ultimo anno allo Ieo, Istituto di oncologia europeo, che nel gennaio 2012 ha inaugurato Arc, il centro di radioterapia avanzata.

Il nuovo protocollo sperimentale di cura radioterapica mirata e breve, della durata di cinque giorni, è possibile grazie a un finanziamento di 100 mila euro all'anno per tre anni da parte di Airc e all'utilizzo di tecnologie avanzate, come i due acceleratori Vero (che vanta un sistema che si sincronizza con i movimenti dell'organo) e Cyberknife (che ha un pennello di radiazione con movimento robotico capace di incidere con piccoli volumi il bersaglio). «In Italia si registrano 25 mila nuovi casi di tumore alla prostata ogni anno», ha commentato Roberto Orecchia, direttore della divisione di radioterapia dello Ieo e direttore scientifico della Fondazione Cnao (Centro nazionale di adroterapia oncologica), «l'incidenza è raddoppiata negli ultimi 10 anni e questo sia per un innalzamento dell'età media della vita (il tumore colpisce due uomini su tre sopra i 65 anni), sia per una più capillare diffusione delle indagini diagnostiche». Tra le opzioni terapeutiche la radioterapia con questo nuovo protocollo è effettuabile su pazienti a uno stadio precoce di malattia con valori di psa compatibili con la patologia, ma non eccessivamente elevati e con una neoplasia circoscritta alla ghiandola, perché i raggi sono molto mirati. La radioterapia è indolore, non altera la continenza e offre buone possibilità di mantenere intatta la potenza sessuale. Gli esperti in questo caso riferiscono di due pazienti su tre che non riscontrano danni alla capacità erettile, contro 2 su tre che invece la perdono a seguito della chirurgia. Con la radioterapia a 10 anni la guarigione è completa per il 96% dei pazienti, e la percentuale è analoga a quella riferibile al trattamento con la chirurgia. «Finora abbiamo trattato 10 pazienti con questo protocollo che prevede alte dosi e poche sedute», ha aggiunto Orecchia, «mentre ci prepariamo al reclutamento di pazienti per un trattamento sperimentale di 16 sedute (4 settimane) con ioni di carbonio. Al Cnao di Pavia abbiamo un grande sincrotone capace di depositare la dose in modo molto focalizzato. Le particelle pesanti, poi, rompono con più intensità il dna rispetto ai raggi X e quindi per questa terapia sono candidati i pazienti in uno stadio di malattia avanzato». A Milano il 22 e 23 febbraio sono riuniti 400 medici da tutto il mondo per un incontro sulla radioterapia guidata dalle immagini focalizzato sulla prostata, ma anche su altri distretti come la mammella, il sistema nervoso centrale, il pancreas. «Ormai le nuove tecnologie ci permettono di ricostruire le strutture anatomiche in modo virtuale, anche senza esplorazione chirurgica», ha concluso Orecchia, «con rappresentazioni in 3d del corpo umano». (riproduzione riservata)




 
 

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