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Numero 158  pag. 45 del 11/8/2012 | Indietro
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Incornice

Un affare da Olimpia a Londra

Il manifesto delle Olimpiadi 1948 vale mille euro, 20 mila la medaglia di Atene 1896
di Alberto Fiz

Se negli stadi e nei palazzetti va in scena la Londra a cinque stelle, è a South Kensington che, per tutto il mese di agosto, viene proposta da Christie's una mostra assai particolare che si concluderà il 3 settembre con un'asta di oltre 150 lotti.

Sotto i riflettori c'è la città con la sua storia e la sua cultura, riletta in maniera intrigante. Accanto a una serie di dipinti e incisioni che spaziano dalla fine dell'800 fino a oggi, non manca uno spazio molto ampio dedicato alle Olimpiadi. È un viaggio a ritroso dove i Giochi diventano mito in una raccolta che comprende incisioni d'epoca, coppe, medaglie e perfino le fiaccole che contengono il fuoco di Zeus.

Del resto, la City ha le Olimpiadi nel sangue e nel secolo scorso ospitò i Giochi due volte. La prima nel 1908, quando dovette sostituire Roma a causa dell'eruzione del Vesuvio avvenuta due anni prima. Successivamente nel 1948, subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Quella fu l'edizione trasmessa dalla televisione e la BBC pagò mille sterline per ottenere i diritti. L'immagine è legata al manifesto di Werner Herz, che con una simbologia piuttosto semplice ma efficace mise in relazione gli antichi Giochi ateniesi con quelli moderni attraverso la sovrapposizione del discobolo con il Parlamento britannico. Sullo sfondo, le lancette segnano le 16, l'ora in cui re Giorgio VI inaugurò ufficialmente i Giochi. Per questa riproduzione litografica la richiesta è di 1.000/1.500 sterline (1.200/1.800 euro). In altre circostanze la creazione di Herz ha raggiunto 4 mila sterline (5 mila euro) ed è probabile che la febbre per le Olimpiadi faccia lievitare il prezzo anche in questo caso. Chi non si accontenta e va alla ricerca dei manifesti di Londra 1908 rischia di spendere oltre 10 mila sterline (12 mila euro).

Di sicuro interesse è, poi, la medaglia d'oro per il vincitore delle Olimpiadi del 1908 che si rifà all'iconografia dell'antica Roma, in vendita da Christie's con una richiesta di 5/7 mila sterline (6.300/9.000 euro). Nulla a che vedere, però, con quella relativa alla prima Olimpiade che si svolse ad Atene nel 1896. A quei tempi il vincitore non veniva premiato con l'oro (introdotto solo nel 1904 ai giochi di Saint Louis), bensì con una medaglia d'argento, il ramo d'ulivo e un diploma. Per quell'argento si prevede un'aggiudicazione compresa tra 20 e 30 mila sterline (25/38 mila euro).

Gli appassionati di memorabilia non possono rinunciare alle fiaccole olimpiche che si riaccendono ogni quattro anni. Ebbene, la fiaccola in alluminio trasportata a piedi da un tedoforo nel 1948 da Olimpia a Londra si può acquistare per appena 2/3 mila sterline (2.500/3.800 euro). In aprile, sempre da Christie's a Londra, un'altra fiaccola legata ai Giochi di Londra è passata da 700 sterline (900 euro) fino a 6.200 sterline (7.800 euro).

Nella stessa circostanza la performance più clamorosa è stata raggiunta dalla coppa d'argento vinta nel 1896 in occasione delle prime Olimpiadi di Atene dal maratoneta greco Spyros Louis, un eroe per caso che divenne campione per un giorno per poi tornare al suo lavoro di contadino e tosatore di pecore. Quella volta, però, entrò nella leggenda e fu l'unico atleta greco a vincere una gara olimpica. A Louis fu consegnata la coppa Bréal in onore del filologo francese Michel Bréal che inventò la maratona. Ebbene, i cultori dei Giochi hanno rispolverato le antiche gesta pagando quel cimelio d'argento ben 541 mila sterline (680 mila euro) surclassando le valutazioni iniziali di 120/160 mila sterline (150/200 mila euro). Uno sprint imprevedibile per un trionfo che ricorda da vicino quello di un altro contadino, l'emiliano Dorando Pietri (di recente gli è stato dedicato un film) che, pur squalificato per essere stato sostenuto all'ingresso dello stadio, rimase il vincitore morale della maratona durante le Olimpiadi londinesi del 1908 tanto che la regina Alessandra gli donò la coppa d'argento attualmente di proprietà della Società Ginnastica La Patria 1879 e custodita da Unicredit a Carpi.

Maratona a parte, arte e sport sono più vicini di quanto si potrebbe pensare. A ben vedere il ready made più famoso di Marcel Duchamp, simbolo di tutta l'estetica concettuale, non è altro che una ruota di bicicletta, mentre i futuristi inneggiavano ai motori dichiarando che «un'automobile ruggente è più bella della Vittoria di Samotracia». Nel 1959, infine, l'immagine delle Olimpiadi di Roma fu affidata a un mago dell'affiche come Armando Testa. (riproduzione riservata)



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