Un Patek Philippe in oro giallo, ripetizione minuti, aggiudicato per oltre 2,4 milioni di euro ha segnato il record per un orologio da polso venduto alle aste di Sotheby's nel giugno scorso. Si trattava di un pezzo dall'illustre provenienza, in quanto parte della collezione di Henry Graves jr. (che commissionava esemplari su misura a Patek Philippe) e del nipote Reginald H.

Fullerton jr., raccolta che nell'insieme ha ottenuto il 100% dei lotti venduti per un totale di circa 12 milioni di euro. Una conferma per la buona salute del comparto degli orologi, che possono definirsi veri e propri beni rifugio. «Per i pezzi d'epoca è fondamentale tenere d'occhio l'alta qualità e le ottime condizioni di conservazione, in questo caso si possono ottenere cifre anche milionarie», afferma Thomas Perazzi, da poco nominato nuovo deputy director per il dipartimento orologi di Sotheby's Europa. «L'Italia in particolare è il primo mercato europeo per gli orologi d'epoca e la domanda si concentra soprattutto su esemplari dagli anni 40 ai 70, in prevalenza Patek Philippe e Rolex». I Patek Philippe puntano sull'alta qualità dei materiali e delle complicazioni fin dal 1870, mentre Rolex rappresenta l'orologio sportivo per eccellenza, molto affidabile per la sua robustezza. Inoltre, alcuni modelli come Daytona e Submariner nel corso dei decenni hanno subito piccole modifiche estetiche e rimangono un classico molto apprezzato. «Infine fra le grandi maison oggi sottovalutate va citata Vacheron Constantin, specie per la produzione dagli anni 30 ai 60 che ha la stessa qualità di Patek Philippe per materiali e complicazioni ma è acquistabile con esborsi dai 10 a 30-40 mila euro, cifre che in futuro potrebbero anche raddoppiare», ha spiegato Perazzi.

Accanto al collezionismo occidentale è soprattutto a Oriente che sta crescendo l'interesse per il comparto dell'orologeria vintage. «La Cina rappresenta il nostro primo mercato e il 50-60% dei cataloghi d'asta è acquistato da cinesi», continua l'esperto, «questi collezionisti prediligono gli orologi da tasca realizzati per il loro specifico mercato nell'800, di gusto molto decorativo e impreziositi da smalti, lavori di alta oreficeria e presenza di ripetizioni e suonerie. Ma seguono con interesse anche la produzione di orologi da polso contemporanei, soprattutto dal 1995 in avanti, con una specifica attenzione ai cronografi. Quando il loro mercato si è aperto, quelli sono stati i primi orologi a essere da loro conosciuti e oggi sono molto ricercati».
Per l'autunno Sotheby's prepara per gli appassionati del genere nuove opportunità di acquisto e alcune rarità. Nell'asta in programma a Ginevra il 13 novembre si fanno notare per esempio un Patek Philippe in oro rosa, con quadrante rosa, referenza 1518 di cui sono stati realizzati 56 esemplari e sul mercato ne sono conosciuti solo 32 (stima 1,2-1,7 milioni di euro). Non passa inosservato anche un Rolex referenza 4113, un cronografo rattrappante in acciaio valutato un milione di euro circa e infine un Patek Philippe referenza 2438-1 in oro giallo (166 mila-250 mila euro).

Anche Christie's ha inanellato nel 2012 una serie di risultati particolarmente positivi nelle vendite di settore. Fra le aggiudicazioni più eclatanti del periodo, a maggio si è distinto un Breguet n. 2667, un raro orologio di precisione in oro con due movimenti, che è stato acquistato dal museo Breguet per oltre 3,6 milioni di euro. Anche l'asta di giugno a New York ha visto numerosi orologi contesi da una platea di collezionisti e investitori internazionali, che hanno fatto segnare il 98% del venduto per lotti e il 99% per valore con un giro d'affari complessivo di quasi 6,8 milioni di euro. Il top lot dell'asta è stato un Patek Philippe referenza 2523-1, in oro con due corone, del 1963, aggiudicato per più di 800 mila euro, il più alto prezzo realizzato per un orologio da polso alle aste newyorchesi di Christie's. (riproduzione riservata)