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MIFI Personal
Numero 128
pag. 68 del 30/6/2012
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La cartella elettronica segue i pazienti anche a casa
di Cristina Cimato
Il punto di partenza era semplice, quanto disarmante: i sistemi sanitari dovrebbero mantenere in salute le persone e non solamente provvedere alla loro cura quando si ammalano. Da questa idea Rebecca Onie, laureata in giurisprudenza ad Harvard, fondò, insieme ad altri soci Heath Leads, un programma che aiuta i pazienti indigenti a ottenere l'accesso alla corretta nutrizione e alle risorse base per mantenersi in salute anche una volta usciti dall'ospedale, perché, «ancor quando le cure vengono impartite nel modo più corretto, se poi in casa manca il cibo o non c'è il riscaldamento, quel paziente starà male un'altra volta», ha spiegato in un suo recente intervento a una Ted conference di Tedmed, ossia un vero e proprio bacino che riunisce esperti di tutto in mondo con il fine di divulgare il sapere. ![]() Rebecca Onie immagina ospedale dove le sale d'aspetto diventino luoghi per migliorare le cure sanitarie e il principio di Health Leads non resta legato a un contesto di indigenza e povertà, perché ha il potenziale di migrare anche in contesti di abbondanza. «Si possono spingere i medici a prescrivere le risorse necessarie a stare bene, se mancano», ha commentato Rebecca Onie, «ma anche il contrario, ossia pensare a un medico che segue fuori casa il paziente anche quando esso si presenta in ospedale con un indice di massa corporea troppo elevato. In una sperimentazione che stiamo attuando, le cartelle cliniche elettroniche generano automaticamente una prescrizione per Health Leads e i nostri volontari possono mettersi al lavoro per far accedere i pazienti a diete bilanciate e programmi di allenamento specifico per il sovrappeso. Siamo partiti da un assunto, ossia che se un paziente arriva in ospedale con questo tipo di situazione clinica, sicuramente le quattro mura del nosocomio non offrono tutto ciò di cui la persona ha bisogno per stare in salute». Si tratta di un'evoluzione da un lato e di una estensione dall'altro dell'utilità della medicina elettronica in un contesto sanitario di ultima generazione, ossia una rete virtuosa in cui la cura ospedaliera rappresenta solo un tassello della terapia. «Da un certo punto di vista si tratta di una radicale trasformazione della cartella medica elettronica», ha spiegato la fondatrice di Health Leads, «da depositaria storica di informazioni diagnostiche a strumento promotore di salute. Nel settore privato quando si fa emergere quel valore addizionale da un investimento a costo fisso, questo si traduce in un'azienda da un miliardo di dollari». In un ambito più strettamente legato alla salute, però, questo si traduce anche in una potenziale riduzione di obesità e diabete, per esempio, ossia in un sistema in cui i medici possono prescrivere soluzioni per migliorare la vita dei pazienti e non solo risolvere i loro problemi di salute. L'obiettivo che sta alla base di questo progetto è anche quello di trasformare le sale d'attesa delle cliniche in luoghi dove non si aspetta solamente. Ecco perché Health Leads, con il fine di reinventare questi spazi dove spesso si trascorrono liunghe ore, ha cercato di trasformarli in un accesso per connettere i pazienti alle risorse di cui hanno bisogno. Attraverso una rete capillare di volontari, molti reclutati nei college, Health Leads è oggi presente in sei città statunitensi, Baltimora, Boston, Chicago, New York, Providence e Washington, 21 presidi e assiste 9 mila pazienti. (riproduzione riservata)
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