BMW EfficientDynamics

Ibrido, elettrico, idrogeno: BMW è già nel futuro
Per la casa tedesca l'obiettivo resta quello di sfruttare nelle proprie auto l'energia pulita e abbondante dell'H2. Ma la strada è lunga, e così ecco le soluzioni intermedie: motori ibridi ed elettrici con soluzioni tecnologiche all'avanguardia, per garantire potenza e piacere di guida

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Un sogno, una visione: un domani migliore grazie all'impegno di oggi. BMW è sempre stata così, perché è questa la filosofia scritta nel suo DNA. È per questo che, già negli anni Settanta, quando ancora non si parlava - e nemmeno lo si pensava lontanamente - di sostituire i combustibili fossili quali carburanti per le auto, ha cominciato a cercare una fonte di energia alternativa, studiando la possibilità di utilizzare l'idrogeno (l'elemento più abbondante nell'universo) per spingere le proprie auto.

Trent'anni dopo, il corso degli eventi ha dato ragione a quell'intuizione: ora tutti parlano di rispetto dell'ambiente, di riduzione delle emissioni di CO2, di liberazione dalla schiavitù del petrolio, di energie alternative. E la casa automobilistica bavarese, che da allora non ha mai smesso di lavorare a quell'idea, si è fatta trovare preparata. Realizzando di serie una flotta di auto a idrogeno che hanno percorso nel mondo 2,7 milioni di chilometri, ma anche proponendo alternative praticabili fino a quando l'idrogeno non sarà veramente disponibile per tutti, grazie ad una rete distributiva che garantisca l'approvvigionamento di questo carburante con la stessa capillarità che oggi è riservata alla benzina. Ed ecco allora anche i motori ibridi: la BMW Concept 7 Series ActiveHybrid, un "mild hybrid" perché il propulsore elettrico si affianca a quello tradizionale a combustione interna per migliorarne le prestazioni; e la BMW Concept X6 ActiveHybrid, dove invece l'ibridazione è completa e i due motori elettrici, oltre ad essere affiancabili a quello a scoppio per accrescerne le capacità, sono utilizzabili anche da soli trasformando, a seconda delle esigenze, l'auto in una vettura elettrica a emissioni zero. E infine, BMW è stata la prima casa automobilistica al mondo a presentare una flotta di 500 auto completamente elettriche, le Mini-E, azionate da un elettromotore da 150 kW/204 CV con un'autonomia di 250 chilometri e una velocità massima limitata elettronicamente a 152 km/h.

"Motori che impieghino combustibili diversi o tecnologie di propulsione innovative - spiega Gianni Oliosi, direttore della comunicazione di BMW Group Italia - devono garantire sempre il tradizionale piacere di guidare BMW e la massima efficienza energetica, offrire tutte le caratteristiche dinamiche cui i nostri clienti sono abituati, senza alcuna differenza nell'impiego quotidiano. Che il motore sia a benzina, a gasolio, elettrico, ibrido o ad idrogeno, chi guida una BMW o una Mini non deve notare la differenza se non quando si ferma per fare il pieno". Una sfida che, finora, la casa tedesca ha vinto: qualsiasi sia il tipo di motorizzazione, i progettisti hanno prestato la massima attenzione al fatto che la transizione da uno all'altro tipo di propulsore non penalizzasse l'auto in termini di prestazioni ma, al contrario, le esaltasse. "E' la filosofia propria del programma BMW ActiveHybrid - prosegue Oliosi - che punta a ridurre anche del 20% i consumi e le emissioni rispetto ad una vettura della stessa classe mantenendo la dinamicità ai massimi livelli. ActiveHybrid non è una soluzione predefinita ma un sistema modulare. E quindi se nella BMW Concept 7 Series ActiveHybrid l'ibridazione consiste nella combinazione fra motore a benzina V8 e motore elettrico, nella BMW Concept X6 ActiveHybrid l'ibrido è integrale. Così ogni BMW mantiene il proprio carattere: massima efficienza, piacere di guida, eleganza e comfort nella prima, un pizzico di sportività in più nella seconda".

E per BMW Group il futuro prossimo, in attesa del passaggio all'idrogeno, è proprio nello sviluppo parallelo di diverse soluzioni: ibride ed elettriche. Perché, spiega il direttore della comunicazione, "La BMW Hydrogen 7 ha già dimostrato la possibilità di una guida senza emissioni di CO2. I Veicoli completamente elettrici sono un'altra importante alternativa a emissioni zero e la MINI E è un veicolo eccellente per dare vita a questa forma di mobilità sostenibile.

Questo veicolo è parte di un progetto ambizioso che mira ad un approccio integrato tra i governi centrali, le aziende distributrici di energia e i partner industriali con l'obiettivo comune di sviluppare soluzioni di mobilità senza carbonio in tempi rapidi e compatibili con un programma di diffusione realistico.

Le nostre aspettative verso la mobilità elettrica sono alte, ma sono ancora molti i margini di miglioramento, a partire dalle dimensioni, dall'autonomia, dalla durata e dalla riciclabilità delle batterie. Deve, inoltre, essere sviluppata l'infrastruttura necessaria per la ricarica delle vetture ma, soprattutto, si dovrebbe realmente perseguire l'obiettivo globale delle ‘zero emissioni' di CO2 impiegando energia elettrica ottenuta da fonti rinnovabili".

Per BMW, quindi, l'ibrido e l'elettrico rappresentano passaggi evolutivi della strategia EfficientDynamics che prevede anche l'impiego dell'idrogeno quale combustibile dei futuri motori. Una tecnologia già pronta, già testata, già funzionante. Ma per la quale serve un forte impegno politico: "lo sfruttamento dell'idrogeno come combustibile - conclude Oliosi - è una sfida globale, che interessa non solo i costruttori di automobili ma anche i governi, i produttori di combustibili e i distributori che richiede un approccio integrato. E la strada da percorrere per avere idrogeno alla stazione di servizio sotto casa è ancora lunga". Ma BMW già c'è.



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