Milano Finanza
Giovedì 18 Settembre 2014 - Ore 17:39




Orsi Tori
Orsi Tori

Diceva Guido Carli: «Ci sono due attività nelle quali si misurano l'efficienza e la capacità di creare ricchezza in un Paese come l'Italia che non ha materie prime: i grandi lavori all'estero e l'industria turistica nazionale. Se le imprese di costruzione italiane si aggiudicano grandi appalti all'estero, vuol dire che il Paese ha una capacità ingegneristica e realizzativa superiore a quella dei giganti esteri; se gli stranieri vengono in Italia per turismo vuol dire che il Paese sa essere più attraente degli altri e che sa valorizzare le sue bellezze artistiche e paesistiche che la natura e la storia ci hanno lasciato».

Per questo, quando lasciò la Banca d'Italia accettando di entrare nel gruppo Fiat, Carli scelse di diventare presidente di Impresit International, la società di ingegneria e grandi lavori del gruppo torinese. Di turismo non fece in tempo a occuparsi direttamente, se non con una accorta politica monetaria, che pilotava il cambio della lira in senso favorevole all'incoming, come si dice oggi.

Luca Cordero di Montezemolo sta facendo il cammino opposto a quello di Carli con la sua uscita dal gruppo Fiat, oggi Fca. Lunedì 15 la conferma all'amministratore delegato di Etihad, James Hogan, dell'accettazione della presidenza di Alitalia, che potrebbe diventare un fondamentale strumento per il rilancio del turismo italiano. Montezemolo conserverà

per sé le deleghe del marketing e della comunicazione della rinata compagnia aerea. Due attività in cui eccelle per riconoscimento generale, anche di Sergio Marchionne. Al punto che due persone di altissimo livello come il numero due di Apple, Eduardo Humberto Cue, e il presidente della Bce, Mario Draghi, si sono domandati chi potrà mai proseguire alla Ferrari lo straordinario lavoro di marketing e immagine svolto da Montezemolo in questi lunghi anni alla guida del Cavallino rampante, che anche in virtù di questo lavoro è diventato il più famoso marchio al mondo.

Sta così maturando l'idea di affidare a Montezemolo anche un ruolo strategico per il rilancio del turismo italiano nel mondo. Sicuramente a lui l'idea potrà non dispiacere e per l'Italia potrebbe essere l'inizio di una nuova storia di successo dopo la decadenza degli ultimi anni.

«L'Italia ha una straordinaria potenzialità di attrazione del turismo ricco», sostiene Maurizio Saccani, ai vertici di Belmond, la catena di alberghi ex OrientExpress: «I nostri sei alberghi, da Venezia alla Sicilia, stanno registrando presenze record: se solo l'azione di promozione sarà coordinata con vettori aerei di qualità, il Paese potrà ottenere nuovo slancio e nuovo sviluppo dal turismo».

Di questa prospettiva è convinto anche l'amministratore delegato del Fondo strategico italiano, Maurizio Tamagnini, che sta per portare a conclusione il progetto di ricreare in Italia due grandi catene di alberghi, una a cinque stelle come è stata negli anni la Ciga ora dispersa, e l'altra a quattro stelle.

Non molto tempo fa Montezemolo, attraverso il fondo Charme, che gestisce insieme al figlio Matteo, aveva costruito insieme a Ratan Tata e al suo gruppo indiano l'offerta per rilevare la catena degli OrientExpress prima che cambiasse nome. Poi Tata ha lasciato la presidenza del grande gruppo conglomerato e il nuovo presidente ha preferito concentrarsi sui settori dell'auto, dell'acciaio ecc. Quindi l'idea di mettere anche capitale italiano in una collezione di 37 alberghi straordinari come il Cipriani a Venezia e lo Splendido a Portofino denota come Montezemolo sia mentalmente predisposto per un ruolo strategico nel turismo italiano.

La globalizzazione ha cambiato e sta cambiando le regole del turismo di qualità. Se un tempo erano gli americani e i giapponesi i turisti disposti a spendere di più, oggi ci sono i cittadini di tutti in Paesi dell'Asia, e in primo luogo della Cina, che possono riempire di valuta pregiata le casse italiane. I gestori di attività turistiche, di accoglienza, di ristorazione, si stanno attrezzando in molti Paesi meta, dalla Spagna alla Francia. L'enorme crescita del numero di ricchi e super ricchi nel mondo stimola la creazione di alberghi, ristoranti, Spa, spiagge di super lusso. L'albergo Peninsula inaugurato da poco a Parigi ne è un esempio lampante, anche per l'offerta di prodotti di altissima gamma che lì vengono offerti.

Nessun Paese come l'Italia può offrire altissima qualità non cafona. L'integrazione fra storia, monumenti, paesaggi straordinari, specialità culinarie uniche, vini e oli impareggiabili, cantine disegnate da grandi architetti è un'offerta che neppure la Francia può fare. Ma in Francia appunto il fronte del turismo per super ricchi si è mosso proprio con il segnale dato dal Peninsula. L'Italia non può rimanere indietro perché se è sacrosanto il turismo democratico dei sacchi a pelo che invadono Venezia, se non ci fosse il glamour che attira chi può spendere con le Biennali e le Mostre del Cinema, la città della laguna sarebbe già morta.

E poi cambiano i desideri dei turisti di qualità, imponendo cambiamenti anche negli alberghi: a viaggiare è molto spesso la famiglia, con anche i bambini, che in passato raramente si vedevano nei grandi alberghi perché magari rimanevano a casa con i nonni. Oggi la richiesta più frequente è quella come minimo di junior suite non più di semplici camere ed è sapendo accogliere questa tipologia di domanda che diventa possibile avere fatturati e margini che consentono di distribuire ricchezza a chi lavora.

C'è quindi bisogno di una programmazione e di un rinnovamento delle strutture esistenti. Il governo guidato da Matteo Renzi, proprio al suo esordio, ha preso provvedimenti adeguati con la defiscalizzazione per chi nei prossimi anni rinnova le strutture alberghiere. Idea e metodo giusto la defiscalizzazione in base agli investimenti fatti, ma non basta. Occorre qualcuno che possa spingere la costituzione di pacchetti turistici di grande qualità. Montezemolo sa bene quanto forte è la richiesta dei cinesi, già proprietari o aspiranti proprietari di Ferrari, di essere accolti a Maranello anche solo per vedere dove nascono le mitiche macchine rosse.

Un giornale cinese che porta il nome del mensile americano Travel&Leisure ha grande successo organizzando viaggi in Europa di 10-12 super ricchi. Da una indagine di T&L emerge che il Paese che alla fine amano di più è l'Italia. Il sistema di informazione edito da Class Editori, Eccellenza Italia (un magazine, un sito, una applicazione) che viene consegnato a tutti i cinesi che chiedono il visto conferma che la richiesta è sempre più di qualità altissima. Basta passare anche in auto da via Montenapoleone per rendersi conto di quale sia ormai il livello dei turisti orientali, che sono quasi la maggioranza. Molto positiva è quindi, per l'integrazione, l'idea dell'Associazione dei negozi di via Montenapoleone di coniugare eleganza e raffinatezza, anche lusso forte, made in Italy o internazionale con uno dei prodotti di eccellenza italiana, il vino, con l'evento della Vendemmia di via Montenapoleone.

Se all'iniziativa di alcuni si sommerà il coordinamento di chi ha nelle sue corde e nell'esperienza trentennale la sapienza di che cosa è attraente per i ricchi del mondo, la bilancia dei pagamenti italiana potrà tornare a segnare un forte attivo; l'afflusso di valuta genererà disponibilità per sempre maggiori investimenti; la ripresa e lo sviluppo di cui il Paese ha bisogno potranno diventare in tempi stretti una realtà. E ad avere un grande beneficio potrà essere in primo luogo il Sud. «Le maggiori soddisfazioni le abbiamo con i nostri due alberghi siciliani», testimonia Saccani. «Quando li abbiamo acquistati ci potevano essere dubbi che fosse un'operazione a rischio perché i clienti dei nostri alberghi non si erano quasi mai spinti in Sicilia. La storia dell'isola, il suo fascino anche di mistero, i suoi monumenti, l'orgoglio di essere siciliani e di voler dimostrare ai clienti tutte le qualità, anche umane, di una civiltà millenaria, conquistano sempre più consensi al punto che vogliamo aumentare la nostra offerta siciliana».

Da sempre l'Italia ha un ente che dovrebbe essere deputato allo sviluppo del turismo. Ora l'Enit è commissariato. Un segnale del governo Renzi che è da rifondare o meglio da sostiture come è avvenuto per il commercio estero con Ita (Italian trade agency) al posto di Ice, anche se molti continuano a chiamarla così. All'epoca, il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ebbe il coraggio di andare a pescare in Cina Riccardo Monti, che era lì come rappresentante di una grande società di consulenza. Passera fece nominare il giovane Monti presidente di Ita, ottenendo un nuovo slancio delle esportazioni, senza le quali l'Italia sarebbe già in default.

Potrebbe essere creato un Alto commissariato o la figura di un Ambasciatore del turismo con compito specifico di promozione e sviluppo, naturalmente in sintonia con il ministero della Cultura, che ha incamerato le vecchie strutture turistiche e sportive dell'esecutivo, mettendole inevitabilmente in secondo piano. C'è bisogno che la parola turismo riemerga, che sia costantemente all'attenzione del governo e dell'opinione pubblica perché ne sia compreso il valore fondamentale per un ritorno alla crescita economica.

 

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Nelle pagine interne, assieme ad altre interessanti analisi ed editoriali, merita di essere letto l'articolo di Marco Carrai, presidente di Cambridge management labs. Un giovane imprenditore di grande successo che ha scelto di rimanere imprenditore nonostante la pressante offerta del suo miglior amico Renzi perché entrasse al governo. Come già aveva fatto qualche settimana fa, con un lucido articolo su come tagliare il debito con la valorizzazione e la vendita degli immobili pubblici, Carrai lancia ora tre o quattro idee molto interessanti. Una su tutte, in un momento di discussione fra il governo centrale e le regioni per il taglio della spesa sanitaria. Rivelando il risultato di una importante indagine: l'applicazione alla Sanità della Lombardia, sicuramente fra le migliori e più economiche in Italia, del metodo gestionale che in meno di due anni ha consentito di risanare l'ospedale San Raffaele, senza tagliare efficienza e qualità per gli ammalati. La ricerca ha evidenziato che con il metodo San Raffaele esteso a tutti gli ospedali lombardi e a tutte le Asl, la regione risparmierebbe 1,8 miliardi di euro. Poiché la Sanità lombarda vale circa il 9% di quella nazionale, moltiplicando 1,8 per 10 si vede quanto si risparmierebbe. E se poi si tiene conto che certamente molte altre regioni sono assai più inefficienti e costose, la cifra potrebbe arrivare anche a 30 miliardi. Senza togliere niente agli assistiti. (riproduzione riservata)

Paolo Panerai


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